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sab mag 16 2009, 09:46
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Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Approfondimento sui fatti criminosi di Amityville
Dopo aver postato poco tempo fa un video sui fantasmi anche di questa casa, ho voluto approfondire questo argomentoa alquanto inquetante, ma del resto questo è il luogo piu' adatto per raccontarlo !!
Ci saranno anche dei video, davvero terrificanti....Brrrrrrr : buona lettura e buona visione !!!
Questo è il caso più famoso di Ed e Lorraine Warren, forse la coppia di demonologi più famosa d’America; l'indagine sulla casa che ispirò il film Amityville Horror. I Warren erano solo due delle nove persone che ebbero il permesso di studiare la casa. Anche ora, dopo 24 anni, le investigazioni su Amityville sono oggetto di conferenze e domande.
Nel corso degli anni, le voci che sostengono di dimostrare il caso di Amityville come una frode,sono cresciute. Come queste voci siano cominciate e come si siano sparse ovunque non è chiaro, quello che è chiaro è che i Warren hanno visto quella casa per ciò che è ed hanno sperimentato alcuni fenomeni che vi si sono verificati. Hanno fotografie e rapporti che mostrano la prova inconfutabile dell'esistenza dei fenomeni a dir poco "notevoli" che accadono in quella casa.
Si pensa che le voci che parlano di "frode" siano cominciate con un uomo chiamato Dott. Steven Kaplan, anche se non ha mai ottenuto il dottorato in alcuna università. Questo fatto è stato discusso in molte occasioni, tuttavia non ha fatto demordere Kaplan dal mettere in giro certe dicerie. Si era auto affermato presidente della Società di Parapsicologia di Long Island, e di alcune altre società relative, presumibilmente fondate da lui. Il Sig.Lutz, il proprietario di Amityville, chiamò il Sig. Kaplan prima di chiamare i Warren, e chiese a lui di investigare sulla situazione.
Kaplan arrivò alla casa con sei "streghe" e un team dell'emmittente televisiva "Channel 7", così Mister Lutz buttò fuori Kaplan dalla sua proprietà e chiamò i Warren. Questo è stato l'inizio di vent'anni di vendetta da parte di Kaplan.
Le teorie di Kaplan che insistono nel affermare che Amityville sia solo una farsa sono state discusse con Ed Warren in un programma alla radio di Long Island. Kaplan insisteva del dire che Amityville era una truffa perché nel libro di Jay Anson, "Amityville Horror" vi erano delle incongruenze e non era esatto al 100%. Anche Ed Warren riteneva che il libro di Anson non fosse esatto al 100%, ma soltanto perché l'autore non aveva famigliarità con i termini propri del campo della Demonologia, non a causa di un errore volontario da parte di Mr.Lutz.
Kaplan semplicemente non poteva permettersi di non essere implicato in quella che probabilmente è stata la più famosa ricerca nel campo del paranormale, e così iniziò a spargere la voce che era tutta una truffa. Kaplan scrisse un libro sulla storia di Amityville, intitolato "The Amityville Cospiracy"("La Cospirazione di Amityville") ed una settimana prima che il libro fosse pubblicato morì di un attacco di cuore. Il libro contiene molte più contraddizioni e molti più mezzi fatti, che "The Amityville Horror" di Jay Anson. Kaplan non era mai stato all'interno della casa, malgrado lui dicesse il contrario. Kaplan tuttavia giurò di avere le fotografie e i materiali che confutavano la sua teoria.
Ed Warren gli offrì 5000 dollari per mostrargli le prove della truffa, ma Kaplan rifiutò. Quando Ed gli chiese come aveva condotto la sua ricerca Kaplan non poté neppure specificare che apparecchiatura aveva usato. In qualche modo riusciva a trovare una bugia come scappatoia alla richiesta di particolari. Alla fine a Babylon, una stazione radiofonica di New York, Kaplan chiese scusa ai Warren poiché avevano scoperto che le sue teorie erano solo menzogne per screditare il nome della casa. Durante la trasmissione Kaplan dichiarò " Non andrò mai più contro i Warren".
I Warren trovarono che Lutz, pur non avendo mai studiato demonologia, aveva dato una descrizione molto precisa ed accurata delle attività sovrannaturali all'interno della casa. Descrizioni che senza ombra di dubbio erano quelle di un'infestazione demoniaca. Lutz non avrebbe mai potuto mettere insieme una storia come quella per una farsa. Ma perché la storia della farsa è così popolare?
Una parte del motivo era che il figlio del capo della polizia era un giornalista, e la polizia aveva sperato di tenere intrusi e vandali fuori dalla zona, poiché la storia si era sparsa e l'assalto alla Casa era continuo. Una storia erronea fu stampata sul giornale Newsday che diceva che il caso di Amityville era una truffa.
Ma a chi sarebbe venuto un tornaconto dal mettere insieme una farsa del genere? I Lutz avevano ricevuto poco o niente dai libri e dai film. Jay Anson, l'autore di "The Amityville Horror" sicuramente ha guadagnato dal suo libro, ma sembra non l'abbia fatto nessun altro. Un'altra voce dice che sia stato l'avvocato dei Lutz, l'avvocato Webber, a mettere insieme la storia, d’accordo con i Lutz, accompagnati da parecchie bottiglie di vino.
La verità è che i Lutz non bevono alcolici ed avevano in tutta la casa una sola benedetta bottiglia di vino regalatagli da Padre Pecararo. Un'altra voce ancora dice che l'avvocato Webber avrebbe voluto scrivere il suo libro su Amityville ma che Anson semplicemente l'abbia battuto sul tempo. Jay Anson, ebbe un attacco di cuore mentre stava scrivendo l'ultimo capitolo del libro. Fu ricoverato ma ebbe un altro attacco, questa volta mortale, mentre stava scrivendo un secondo libro, "666", sull'anticristo. Queste sono soltanto due delle molte "coincidenze" nella storia della piaga di Amityville.
Quella che segue è la versione abbreviata della storia di Amityville che risultò dalla ricerca dei Warren. Questo resoconto è stato stilato dalla storia orale presa durante un raduno N.E.S.P.R ( New England Society for Psychic Research) nell'Ottobre del 1997.
I FRATELLI DE FEO
La proprietà venne usata come una sorta di asilo per gli indiani d'America, che erano malati e andavano in contro alla morte. Vi era una recinzione nella proprietà, dove i pazienti venivano alloggiati. Gli spiriti inumani, si divertono in tali situazioni di sofferenza e possono infestare le tombe di coloro che sono stati sepolti in terra non consacrata. I problemi della casa di Amityville, sembrano provenire dagli omicidi di Ronald DeFeo del 13 novembre 1974. Quella che segue è più o meno la ricostruzione dell’omicidio.
DeFeo era un drogato, e suo padre era venuto a saperlo. Successivamente disse che c'era un fantasma accanto a lui, nell'ombra, durante gli omicidi, che lo ha costretto a sparare hai suoi due fratelli e alla sorella intorno alle 3:15 del mattino, il 13 novembre 1974. Anche se le case nelle vicinanze non sono lontane, nessun vicino si è svegliato ed ha sentito gli spari. Tutte le vittime sono state trovate supine. I Warren credono che le vittime siano state tutte in mano allo spettro e che le abbia paralizzate rendendole incapaci di corre fuori per chiedere aiuto.
Quando i Warren furono chiamati per investigare, incontrarono Padre Pecoraro, e i Lutz. I Lutz in quel periodo vivevano a casa della madre della signora Lutz a Deer Park, New York, perché erano troppo impauriti per rimanere ancora nella loro dimora. Era così profondo il loro timore che erano persino impauriti di parlare dei fenomeni. Avevano lascito tutto il loro mobiglio e i loro averi lì poiché aspettare ulteriormente per poterli portare via semplicemente non valeva il rischio.
La prima volta che i Warren entrarono nella Casa erano accompagnati da un reporter molto importante dell'emittente televisiva "Channel 5", da un professore della Duke University e dal presidente della "American Society for Psychic Research". Quel primo giorno fu sconvolgente. Lorraine riceveva senza sosta messaggi riguardanti i fenomeni che vi erano accaduti.
Ansioso di vedere con i suoi occhi se i fenomeni erano reali, Ed, che normalmente è leggermente sensitivo, è entrato nella cantina. La cantina è il tipico posto dove gli spettri diabolici passano i loro giorni, quindi Ed. lo ritenne il posto migliore da dove cominciare. Malgrado non succeda mai nulla quando Ed è presente, nella cantina vide delle ombre con migliaia di puntini di luce. Queste ombre hanno tentato di buttarlo a terra.
Ed si affidò alla religione per resistere all'attacco delle ombre, e comandò allo spirito di andarsene. Immediatamente ebbe una sensazione di qualcosa che tentava di sollevarlo da terra, e seppe con certezza che quella era una casa veramente maligna. Anche se sapeva che quello era un caso serio, non aveva idea di "quanto" serio fosse realmente. Ed non fu mai così seriamente influenzato da nessun caso prima, o dopo, il caso si Amityville.
Lorraine fu presa dal panico ancora prima di entrare nella casa. Si mise in contatto in anticipo con alcuni amici preti chiedendogli di accompagnarla “spiritualmente” nella casa. Mentre saliva al secondo piano, sentì come un'enorme torrente di forze che si abbatteva contro di lei, mentre l'atmosfera divenne molto pesante. Entrata nella stanza di Missy Lutz, Lorraine, grazie hai suoi poteri di chiaroveggenza seppe che erano stati lasciati li stessi mobili che c'erano quando furono assassinate le sorelle DeFeo.
Il sig Lutz aveva lasciato dormire i suoi bambini nei letti dei defunti ragazzi DeFeo. Nella camera da letto principale,vi era una parete a specchio. Lorraine si sedette sul letto in cui fucilarono i coniugi DeFeo. Solo il materasso era stato cambiato. La sensazione che dava la camera fu quella di orrore assoluto, e andare di stanza in stanza non la dissipò affatto. La successiva sembrava più orribile di quella precedente.
Al terzo piano, Lorraine vide lo spettro di Ronald DeFeo. Questo incontro fu così terribile e sinistro, da convincerla che non vi era nulla da fare per aiutare o espellere lo spirito dalla casa. Lo studio del sig. Lutz, i mobili sono in gran parte quelli del Sig. DeFeo Quest'area (ora la piscina) era l'area in cui venivano relegati gli Indiani malati o morenti.
Una volta tornata al piano di sotto, le venne chiesto di fare qualcosa che non avrebbe mai voluto fare all'interno di quella casa, la pregarono di comunicare con gli spettri della dimora e chiedergli cosa fosse realmente accaduto. Tutti i ricercatori erano nella stanza, l'investigatore della Duke University svenne dalla paura. Due degli altri ricercatori si lamentarono di palpitazioni cardiache e dovettero stendersi sul pavimento.
La casa sembrava avere un effetto negativo sugli uomini. Mary Pascarella, il Direttore di un importante gruppo di ricerca del New Haven, si sentì così male che dovettero portarla fuori e da quel momento non volle mai più rientrare nella casa. Ed e Lorraine lasciarono l'abitazione all'una del mattino. Entrambi erano così influenzati dalla casa che giurarono di non tornarci mai più. Ma lo fecero.... e la storia di Amityville ebbe inizio.
Gli strani e tragici fenomeni di Amityville iniziarono ancora prima che i Lutz vi si trasferissero. Prima che la casa fosse acquistata dai Lutz, la notte del 13 novembre 1974, Ronald DeFeo Jr. assassinò tutta la sua famiglia durante il sonno. Munito di un fucile Marilin di calibro 35, Ronald si spostò di stanza in stanza....otto colpi in canna.
Più tardi, DeFeo Jr. avrebbe rilasciato diverse testimonianze agli ufficiali: "È stata la folla inferocita!" "È stata mia sorella!" Infine, confessò di averlo fatto lui stesso come atto di autodifesa personale.
Ad un certo punto, durante la confessione, sostenne di aver sentito delle "voci" che lo avevano obbligato a commettere gli omicidi. In oltre affermò anche di avere visto delle oscure ed ombrose figure muoversi per la casa, ed parlò di un paio di mani nere che gli hanno portato il fucile. La polizia trovò i cadaveri distesi a faccia in giù nei loro letti, sembrava che nessuno avesse sentito i colpi di fucile. I vicini di casa non sentirono neppure uno degli spari.
Ancora oggi, Ronald rimane in prigione nella struttura correttiva di Greenhaven, in cui sta scontando sei ergastoli per il crimine commesso. George Lutz e sua moglie Kahty, poco dopo il matrimonio, cominciarono a cercare una casa adatta per una coppia con figli. Il programma era di vendere le loro due abitazioni e usarne il ricavato per comperare una abbastanza grande per entrambi e per i tre bambini da poco nati.
Kahty fu la prima a vendere la sua casa così lei e i bambini si trasferirono in quella di George in Deer Park.
George e Kathy passarono gran parte dell'estate a cercare la nuova casa senza avere fortuna. Avevano già visto più di 50 potenziali abitazioni, quando l'agente immobiliare a cui si erano affidati gli parlò di una residenza al 112 Ocean Avenue ad Amityville. George fu informato dei tragici eventi accaduti hai proprietari precedenti.."L'agente immobiliare, ci disse cosa era accaduto nella casa... che i sei membri della famiglia erano stati assassinati e ci fu chiesto se per noi era un problema, se fossimo comunque interessati a vedere la casa.
I bambini non ebbero da ridire e così siamo andati a vederla. In seguito, abbiamo avuto una discussione come famiglia e come coppia, sul prendere in considerazione o no l'acquisto della casa. Non appena Kahty entrò nella casa, un sorriso gli si dipinse sul volto, un sorriso che non aveva fatto guardando tutte le altre case... fu da quel sorriso che capii che quella era la casa dei nostri sogni." Il valore di mercato della casa era circa 100.000 dollari. La proprietà includeva 4,00 acri di terreno, più un porticciolo completo di una rimessa per la barca e un garage.
In oltre c'era, sul retro, una piscina riscaldata e uno scantinato. "Era molto graziosa, aveva tutto quello che cercavamo, ed era ad un prezzo che potevamo permetterci, se erano disposti ad accettare l'offerta che gli volevamo fare." I Lutz fecero un'offerta di 80.000 dollari.... che fu accettata. E si trasferirono quasi subito. La prima impressione che provarono nei riguardi della casa può essere descritta bene come "affascinante", era una bella costruzione, e aveva tutto quello che si può sperare di trovare, ma strani avvenimenti cominciarono ad accadere poco dopo che la famigli vi si stabilì.
Così arrivò il giorno del trasloco, una carovana di camion, di rimorchi e di furgoni partì dall’appartamento di George in Deer Park e arrivò alla nuova casa. George era occupato a disimballare uno dei camion quando Padre Pecararo gli fece visita. "Quando ho detto ad un mio amico che casa avevamo acquistato, lui mi fece promettere di farla benedire. Non sapevo cosa significava a quel tempo, io ero un Metodista non praticante.
Chiesi a Kathy cosa significasse, lei è cattolica, così me lo spiegò. Eravamo d'accordo a farlo e l'unico prete che conoscevamo era padre Ralph Pecararo.” Padre Pecararo aveva curato l'annullamento del precedente matrimonio di George, durante il processo George e Padre Pecararo avevano imparato a conoscersi molto bene. Quando George lo chiamò spiegandogli di aver comperato una nuova casa e chiedendogli di benedirla, il prete acconsentì.
Padre Pecararo non era il solito prete di parrocchia. Era un vice-officialis della diocesi, e giudice della corte ecclesiastica nel centro di Rockville. Non era il tipo che normalmente si muoveva per andare a benedire una casa, a chiunque appartenesse. Ma come amico di George vi andò senza problemi. George stava disimballando le scatole quando padre Ralph comparve, così dopo aver scambiato due chiacchiere, il sacerdote andò a benedire la casa.
"Mentre effettuava la benedizione della casa, accaddero un numero di cose anormali di cui non ci parlò. Successivamente, mentre stava andando via, ci informò semplicemente di una camera particolarmente "scomoda" al secondo piano. Era una stanza che avevamo progettato diventasse la stanza del cucito e non una camera da letto."
Padre Pecararo fu felice di quella decisione, disse a Lutz che aveva "sentito qualcosa" la dentro; e anche lui si trovò d'accordo a non usarla come camera da letto. George Lutz e Padre Pecararo non parlarono mai nello specifico di ciò che era accaduto durante la benedizione della casa. La testimonianza del prete circa quell' avvenimento è emersa solo una volta, quando Jay Anson lo intervistò per il suo libro. E' importante notare come molta della gente che sostiene che il caso di Amytiville sia una "farsa", insiste nel dire che il prete non è mai esistito....né che abbia mai benedetto la casa... o avesse avuto alcuna esperienza paranormale mentre la effettuava. La verità è che padre Pecararo esiste. Mentre la storia di ciò che è accaduto ai Lutz è divenuta di dominio pubblico, è stato fatto di tutto per proteggere l'identità del prete. Quando il suo nome è stato reso pubblico e i media gli si accanirono subito contro, il che danneggiò la sua carriera. Ma altri avvenimenti strani si verificarono il giorno del trasloco. Mentre Lutz scaricava uno dei camion, il cane di famiglia, "Harry" fu legato accanto alla recinzione della casa. George scoprì che aveva saltato la recinzione per lasciare la proprietà e nel tentativo vi era rimasto appeso. Il cane sopravvisse....
"Se non avessimo fatto benedire la casa, non so come le cose sarebbero potute andare o che cosa sarebbe potuto succedere. Sino a che non ci fu una minaccia di tale potenza da essere percepita da chiunque fosse presente... gli eventi nella casa furono tutti molto, ma molto subdoli." Anche dopo che i Lutz si furono sistemati nella nuova abitazione... le stranezze continuarono ad accadere anche se molto gradualmente. "La casa era paziente... era disposta ad attendere" sottolineò George.
Odori misteriosi e repellenti iniziarono a impestare la casa. Una strana sostanza verde e gelatinosa fuoriuscì dalle pareti. L'acqua dello scarico del water veniva giù nera. Sciami di mosche venivano trovati spesso nella “camera da cucito”. Strane gocce nere simili a muco nasale stillavano dai buchi delle serrature. Piccoli indicatori che qualcosa non andava nella casa al 112 di Ocean Avenue.
Alcuni cambiamenti di personalità hanno cominciato ad interessare la famiglia Lutz. George si svegliava ogni mattina precisamente alle 3:15... con una urgenza incontrollabile di ispezionare la rimessa delle barche. Stava giorni e giorni senza lavarsi. Era spesso molto malato e perdeva peso ed energie. Kathy cominciò ad avere incubi. I bambini litigavano violentemente tra loro. Fu allora che i rumori cominciarono. Si udivano passi in giro per tutta la casa.
"Nel mezzo della notte, si sentiva la porta principale sbattere... era un suono molto distinto" George correva giù per le scale per scoprire solo Harry, il cane,che dormiva hai piedi della porta. Era evidente che non era entrato nessuno, ma lui si ricordava distintamente lo sbattere della porta. "Era l'unica porta della casa che faceva quel tipo di suono chiudendosi , io sapevo quello che avevo appena sentito." In oltre George sentiva alcuni strani suoni durante la notte... come lo spegnersi della radiosveglia.
"Ho udito un suono come quando si sintonizza una radio sveglia un po' fuori dalla stazione, o come una banda cittadina che si stesse accordando. Un suono cacofonico, proveniva dal piano di sotto. Inizialmente la prima cosa che pensai fu che poteva effettivamente esserci una radio rotta..." George tornò nuovamente al primo piano, per trovare una coperta tutta arrotolata e la mobilia mossa. Quando i Lutz invitavano gente nella loro nuova casa, molti degli ospiti furono testimoni dei questi rumori strani, essi sentivano dalla cucina i passi girare per tutto il piano di sopra. "Chiedevamo loro se avessero sentito i passi e poi andavamo al piano di sopra per controllare e trovavamo i bambini addormenti."
Aprirono una finestra per ogni stanza della casa e insieme girarono per le camere recitando preghiere, ma non funzionò. Delle voci provenienti dal nulla gli urlavano "per favore smettetela!" George si mise a cercare degli altoparlanti nascosti pensando che gli stessero giocando uno scherzo crudele. Ma non ne trovò neppure uno. Era ormai evidente ai Lutz che qualsiasi cosa stesse succedendo nella casa, non sarebbe stato possibile mandarla via semplicemente dicendogli di andarsene. Uno degli aspetti più spaventosi dell'infestazione di Amityville, furono le apparizioni che si manifestarono dentro la casa. Kahty era nelle cucina, e improvvisamente sentì una presenza abbracciarla da dietro. In oltre avrebbero visto qualcuno o qualcosa che li spiava,dalla finestra, in piena notte. Ombre si muovevano per la casa. Ad un certo punto, George e Kathy cominciarono a notare che la loro figlia Missy aveva cominciato a interagire con una "amica immaginaria" di nome Jodie.
Improvvisamente i Lutz ebbero una grossa fretta di lasciare la casa. Durante il tempo in cui cercarono di fare i pochi bagagli necessari, le cose andarono rapidamente di male... in peggio. La famiglia riuscì a prendere pochi vestiti, mentre la temperatura all'interno della casa passava da gelida a caldissima. Strani colpi sono stati sentiti, e le parti interne della casa sembravano muoversi mentre producevano lamenti. In oltre, George incontrò un'altra apparizione al secondo piano. Una figura incappucciata, che si è levata in piedi senza muoversi, e puntava direttamente verso di lui.
Alla fine di una trasmissione radiofonica George Lutz mostrò una serie di fotografie che furono prese ad Amityville dai ricercatori. Le fotografie... sono stupefacenti. George ha cominciato mostrando le varie diapositive prese per tutta la casa così che le persone potessero farsi un'idea di come appariva l’abitazione. Il giorno in cui i ricercatori arrivarono, la casa fu trovata come se fosse stata abbandonata con rapidità.
I vestiti erano gettati in giro, il cibo nel frigorifero, le piante lasciate ad appassire sulle finestre. Altre fotografie prese sia all'interno che all'esterno, mostrano visi nebbiosi che spiano alle finestre. Una fotografia mostra una strana figura spettrale di un giovane ragazzo in piedi al secondo piano....un'altra fotografia mostra un'entità che esce fuori da un muro, spiando gli investigatori. Le foto sono molto scioccanti e... mostrano la verità.
Ronald DeFeo Jr., 47 anni, attualmente sta scontando sei ergastoli al penitenziario di Greenhaven a Stormville, N.Y. Il comitato per la libertà sulla parola ha rifiutato la sua prima richiesta nel 1999, venticinque anni dopo gli omicidi, dichiarando che "egli dimostra una totale mancanza di interesse per la vita umana" e "il rilascio ora è incompatibile con la sicurezza della comunità intera." DeFeo fece una nuova richiesta nel 2001 con grande sdegno dei residenti della città di Amtyville che ritengono che "Non c'è ragione per la quale dovrebbero lasciare andare quell'idiota. Ha ucciso sei persone."
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Il mistero di Coral Castle
E' la storia di un uomo che ha aspettato tutta la vita la ragazza di cui si era innamorato.
Lui aveva 26 anni, veniva dalla Lettonia e si chiamava Edward Leedskalnin. Lei si chiamava Agnes Skuvst e aveva solo 16 anni. Lui era sicuro che lei avrebbe accettato di sposarlo. Perché per Lei, aveva deciso di costruire qualcosa di speciale. Qualcosa che non potesse dimenticare. Per Agnes Ed aveva deciso di costruire, da solo e con le sue stesse mani, un intero castello. Con questa idea in testa Ed era partito dalla Lettonia alla ricerca del posto giusto, del luogo ideale per il suo sogno d'amore. Girò Europa, Canada e Stati Uniti ma solo quando giunse in Florida capì che aveva trovato il luogo adatto. Come fa a capirlo? Perché in Florida scopre un particolare tipo di pietra locale. Una pietra bellissima ed estremamente pesante. Da queste parti la chiamano Coral Stone, la pietra di Corallo: Ed farà allora per Agnes un Castello di pietra solido e pesantissimo che avrà un nome leggero: Coral Castle, appunto.
Tornando a Coral Castle ed entrando nella reggia che Ed aveva costruito per Agnes, si rimane incantanti dall'imponente struttura che ci accoglie. La "coral stone" è meravigliosa. Ma quanto pesa? I muri sono spessi sono costruiti con pietre che pesano 6 tonnellate. Uno degli oggetti preferiti da Ed, "The Rocker", una sedia a dondolo di roccia, pesa 10 quintali! Nella fontana della Luna, che rappresenta le fasi lunari: luna crescente, piena e calante, i quarti di luna pesano 18 tonnellate ciascuno. La luna piena, pesa 23 tonnellate: ventitré-mila-chili!
Il Great Obelisk, l'obelisco alto oltre 8 metri arriva a sfiorare i trentamila chili: 28 tonnellate di pura pietra. Come si sposta una pietra da sei tonnellate? E una da 9? E una da 28, alta 8 metri? Poteva bastare l'argano costruito da Ed con tre pali del telefono? Nessuno però ha mai visto lavorare Ed: ha costruito tutto questo castello pesantissimo senza nessun aiutante, lavorando, da solo, da mezzanotte all'alba. Tra le cose che ha usato per l'edificazione della sua reggia, ci colpiscono alcuni oggetti strani: bottiglie avvolte da filo di rame, e sintonizzatori radio. Come ha fatto a tagliare e a spostare queste pietre da solo? E perché non voleva che nessuno lo vedesse? Una delle poche immagini di Ed, lo mostra accanto ad un tripode realizzato con un semplice sistema di carrucole e pali di legno. Secondo molti non poteva bastare a spostare i massi di Ed. Non con la semplice meccanica dell'argano. Doveva servire a qualcos'altro: il segreto era in una scatola montata in alto... In molti credono che Ed avesse trovato il modo per sconfiggere la gravità. Per i suoi complessi calcoli astronomici, tra cui il disegno della reale orbita che la Terra compie intorno al Sole, Ed ha usato un Telescopio Polare che pesa circa trenta tonnellate e punta sempre la Stella. Per spostarlo, Ed avrebbe usato le stesse tecniche che spiegherebbero alcuni misteri che conosciamo bene...
Piana di Giza, Yucatan, Perù: tutti luoghi che ospitano monumenti la cui costruzione è difficile da immaginare migliaia di anni fa. Secondo ricercatori considerati eretici, il segreto sarebbe nel magnetismo terrestre. In un suo scritto Ed Leedskalnin affermò infatti:"Tutta la materia consiste di magneti individuali, ed è il movimento di questi magneti nella materia attraverso lo spazio che produce fenomeni quantificabili come il magnetismo e l'elettricità". Da un punto di vista scientifico questa affermazione ha ben poco senso ma secondo molti contiene la chiave per decifrare la tecnica di minimizzazione della forza di gravità. L'idea è che tutta la materia abbia delle proprietà magnetiche e che basta avvolgerla con del filo di rame e poi mandare il giusto impulso radio per annullare la sua gravità. Un impulso che potrebbe partire da una piccola stazione radio, che secondo molti era nascosta nella scatola sopra il tripode usato da Ed.
Ed ha anche costruito ambienti molto particolari come la "Grotto of 3 bears", la "stanza dei giochi" pensata per i bambini: Ed ne immaginava tre. Oppure la "Repentance Corner", la stanza costruita per mettere in punizione gli stessi bambini. Certo un pensiero strano ma che, come vedremo, forse nasconde un altro significato... Questa stanza allora non sarebbe stata destinata alle punizioni: la sua posizione strategica e le sue fessure particolari potevano invece servire ad ascoltare e a "sintonizzare" le frequenze radio che venivano dalla sua scatola. C'è chi, a questo punto, ha parlato di conoscenze esoteriche, chiamando in ballo termini come Levitazione Sonica e nomi come quelli di Madame Blavatsky e John Keely.
Testimoni oculari raccontano di aver conosciuto monaci tibetani in grado di sollevare e frantumare enormi blocchi di pietra, utilizzando il suono prodotto dai tamburi e dalle loro caratteristiche trombe lunghe tre metri. Parlano della leggendaria Levitazione Sonica. In tempi recenti è stato dimostrato che è possibile sollevare piccole pietre utilizzando vibrazioni sonore. Secondo i ricercatori non riconosciuti dalla scienza ufficiale, la forza di gravità attirerebbe le cariche positive e respingerebbe quelle negative, per una ragione ancora ignota. Gestendo la carica negativa della materia si potrebbe allora gestire la velocità, la direzione e la durata del "volo".
Leedskalnin la realizzò per Agnes la Tavola di San Valentino nel caso un giorno si fosse dimenticato di comprarle un regalo per l'occasione, ponendo al suo centro una sempreverde. Molto Romantico. Ma è possibile che ad assecondare questo romanticismo, ci sia una tecnologia futurista? Il cancello "9Tons Gate" pesa 9 tonnellate e la su apertura apre ulteriori dubbi. Per come è fatto il suo meccanismo (basta il dito di un bambino per far girare la porta) la realizzazione deve avere una precisione estrema: secondo alcuni serve un raggio laser. L'anima di questo cancello è infatti attraversata per oltre da due metri e mezzo da un foro che ospita l'asse portante e che passa, con precisione millimetrica - da laser, appunto - per il centro di gravità dell'intero cancello. Che calcoli ha fatto Ed? E come ci è riuscito lavorando di notte e sempre e costantemente ds solo?
Ma non è ancora tutto: il punto non è solo che Ed, lavorando ogni notte, di nascosto, da solo, usando strumenti insufficienti, sia riuscito a costruire questa meraviglia per il suo amore. Il punto è che a un certo punto della sua vita abbia deciso di SPOSTARLA! Di Poche Miglia: da Florida City a Homestead.
Secondo alcuni questo fatto apparentemente senza senso è la chiave per comprendere Coral Castle. Secondo gli appassionati di scienza alternativa è come se Ed avesse in questo modo voluto lasciare dette due cose: La prima è che tutto il castello si può spostare senza fatica. La seconda è che si possono usare le griglie del campo magnetico terrestre: una di queste passerebbe proprio per i due punti individuati da Homestead e Florida City. Tutti i tentativi di spiegare Coral Castle finiscono, in un modo o nell'altro, per chiamare insomma in causa conoscenze non condivise dalla scienza attuale: come se Ed conoscesse qualcosa di "magico". La Magia di Ed, poteva forse essere solo la conoscenza di COME utilizzare le conoscenze scientifiche dell'epoca in un modo ancora sconosciuto.
Di certo, in questa storia, c'è solo che nessuna magia può aver ragione dell'Amore. Edward Leedskalnin morì infatti nel 1951 senza essere mai riuscito a mostrare il castello alla sua amata Agnes. Tutto ciò per cui aveva vissuto si rivelò un assoluto fallimento. E non solo: nel 1980, lo stato della Florida riuscì a contattare la ormai 83enne Agnes, offrendole viaggio e soggiorno per farle vedere ciò che Ed aveva costruito per lei 30 anni primai. Ma lei rifiutò. Semplicemente: non le interessava.
La storia di Coral Castle si chiude con un'ultima beffa del destino. Superati i 60 anni, Ed aveva dato segni di voler rivelare il segreto della sua costruzione. Sembra che avesse addirittura invitato alcuni amici stretti per il racconto finale. Era il 7 novembre del 1951. Ed andò a farsi controllare un piccolo dolore al Jackson Memorial Hospital. All'entrata del castello lasciò un cartello per gli amici con scritto: "Right Back", torno subito. Ma Ed non torno né subito né mai più. Quel dolorino era un male al fegato che lo portò via per sempre, insieme al segreto del Castello di Corallo...
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Il magico borgo di Gradara
Parlare di questo luogo senza tempo mi emoziona ancora dopo tanti anni, ogni volta che ci vado i ricordi riaffiorano subito !
Si erge maestoso sulle colline marchigiane ed è proprio al confine con la Romagna, in posizione strategica e dominante, la sua provincia è quella di Pesaro e Urbino. A tutti quelli che la raggiungono piace rievocare il tempo antico mentre si compie il giro sulle merlate mura e si supera il ponte levatoio e si incontra l'elegante cortile. Le sale interne ricordano gli splendori delle potenti famiglie che qui hanno governato: Malatesta, Sforza e Della Rovere. Pure Lucrezia Borgia ha vissuto qui, il suo salottino è davvero deliziosissimo !
La costruzione ebbe inizio attorno all'XII secolo per volontà di Pietro e Ridolfo De Grifo che usurparono la zona al comune di Pesaro. Nella prima metà del XIII secolo, Malatesta da Verucchio detto il Centenario, aiutato dal papato, si impossessò della torre dei De Grifo e ne fece il mastio della attuale Rocca.
Non è noto il nome del geniale architetto che ne diresse i lavori ma si notano interessantissimi particolari (le tre torri poligonali coperte ed abbassate al livello dei cammini di ronda) che avranno larga attuazione solo nella seconda metà del XV secolo. Ricordiamo inoltre la doppia cinta muraria ed i tre ponti levatoi che resero pressoché inespugnabile la possente Rocca malatestiana.
Dopo il potere dei Malatesta e la tragedia di Paolo e Francesca che qui si consumò nel settembre 1289, arrivarono gli Sforza.
Nel 1494, appena quattordicenne, arriva Lucrezia Borgia, seconda moglie di Giovanni Sforza. La giovinetta, che ci viene sempre descritta come perversa e corrotta era in realtà una gaia fanciulla dai capelli d'oro e dagli occhi azzurri che subiva l'influenza del padre: il terribile Papa, Alessandro VI Borgia. Il genitore obbligava la giovane figlia a lasciare il precedente marito ed a sposarne di nuovi per i suoi loschi intrighi.
Gli sposi che non volevano lasciare Lucrezia finivano, come sappiamo, per essere avvelenati.Infatti nel 1497, per volere del Papa, fu sciolto il matrimonio con Giovanni Sforza e quest'ultimo ebbe salva la vita perché accetto di firmare un documento in cui ammetteva (falsamente) di essere impotente. Dopo un breve periodo di dominazione del fratello di Lucrezia, Cesare Borgia detto il Valentino, arrivarono i della Rovere.
Era salito al soglio pontificio Giulio II e questi mise a governare Gradara il nipote Francesco Maria II.
Dopo la morte di Livia Farnese, vedova del Della Rovere, la Rocca venne amministrata dal papato che la concesse in enfiteusi al conte Santinelli, poi agli Omodei di Pesaro, quindi agli Albani ed infine, nella seconda metà del 1700 al marchese Mosca di Pesaro. Egli si occupò amorevolmente della costruzione ed alla sua morte volle essere sepolto nella chiesa parrocchiale di S.Giovanni Battista situata entro la seconda cita di mura.
La Rocca divenne proprietà comunale e questi nel 1877 la cedette al conte Morandi Bonacossi di Lugo. Nel 1920 l'Ing. Umberto Zanvettori di Belluno, ma residente a Roma, la comperò per tre milioni di lire e nelle sue abili mani essa rinacque! Chiamò collaboratori di fama quali gli architetti Ferrari e Giovannoni. Così con un preciso e delicato restauro si collegò a quello compiuto quattro secoli prima da Giovanni Sforza.
LA TRGEDIA DI PAOLO E FRANCESCA
C'era una volta una nobile fanciulla chiamata Francesca... Potremmo iniziare così il nostro racconto, ma non è una favola, bensì una storia vera. Paolo e Francesca sono due personaggi realmente esistiti e non figure romantiche come Giulietta e Romeo nate dalla geniale fantasia di Shakespeare.
Francesca da Polenta era figlia di Guido Minore Signore di Ravenna e Cervia "...siede la terra dove nata fui, sulla marina dove 'l Po discende....." e lì viveva tranquilla e serena la sua fanciullezza , sperando che il padre le trovasse uno sposo gradevole e gentile.
Siamo nel 1275 e Guido da Polenta decise di dare la mano di sua figlia a Giovanni Malatesta (detto Giangiotto Johannes Zoctus - Giovanni zoppo) che lo aveva aiutato a cacciare i Traversari, suoi nemici. Il capostipite, Malatesta da Verucchio detto il Mastin Vecchio o il Centenario, concorda ed il matrimonio è combinato. Fu detto a Guido: "-...voi avete male accompagnato questa vostra figliuola, ella è bella e di grande anima, ella non starà contenta di Giangiotto... Messer Guido insistette: - Se essa lo vede soltanto quando tutto è compiuto, non può far altro che accettare la situazione".
Per evitare il possibile rifiuto da parte della giovane Francesca i potenti signori di Rimini e Ravenna tramarono l'inganno. Mandarono a Ravenna Paolo il Bello "piacevole uomo e costumato molto", fratello di Giangiotto. Francesca l'aveva visto "...fu una damigella di là entro, dimostrato da un pertugio d'una finestra a madonna Francesca, dicendole - madonna, quegli è colui che dee esser vostro marito - e così si credea la buona femmina, di che madonna Francesca incontamente in lui pose l'anima e l'amor suo..."
Francesca accettò con gioia ed il giorno delle nozze, senza dubbio alcuno, pronunciò felice il suo "sì" senza sapere che Paolo la sposava "artificiosamente" per procura ossia a nome e per conto del fratello Giangiotto. "...non s'avvide prima dell'inganno, che essa vide la mattina seguente al dì delle nozze levare da lato a sè Giangiotto..." Pensate alla sua disperazione! Ma ben presto si rassegnò, ebbe una figlia che chiamò Concordia, come la suocera, e cercava di allietare come poteva le sue tristi giornate. Paolo, che aveva possedimenti nei pressi di Gradara, sovente faceva visita alla cognata e forse si rammaricava di essersi prestato all'inganno!
Uno dei fratelli, Malatestino dell'Occhio, così chiamato perchè aveva un occhio solo "ma da quell'uno vedeva fin troppo bene", spiando, s'accorse degli incontri segreti tra Paolo e Francesca.
Ed eccoci all'epilogo della nostra storia: un giorno del settembre 1289, Paolo passò per una delle sue solite visite e qualcuno (forse Malatestino "quel traditor" ) avvisò Giangiotto. Quest'ultimo che ogni mattina partiva per Pesaro ad espletare la sua carica di Podestà, che per maggior equanimità non doveva avere appresso la famiglia, per far ritorno a tarda sera, finse di partire ma rientrò da un passaggio segreto e ...mentre leggevano estasiati la storia di Lancillotto e Ginevra, "come amor li strinse" si diedero un casto bacio (questo è quello che Dante fa dire a Francesca!) proprio in quell'istante Giangiotto aprì la oporta e li sorprese.
Accecato dalla gelosia estrasse la spada, Paolo cercò di salvarsi passando dalla botola che sitrovava vicino alla porta ma, si dice, che il vestito gli si impigliasse in un chiodo, dovette tornare indietro e, mentre Giangiotto lo stava per passare a fil di spada, Francesca gli si parò dinnanzi per salvarlo ma...Giangiotto li finì entrambi.
La povera e sfortunata Francesca , soprattutto nelle notti di luna piena, vaga ancora nei cammini di ronda alla ricera disperta del suo amato Paolo, pero' la puo' vedere chi soffre pene d'amore !
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La Fortezza di Bardi e Moroello (Parma)
Il borgo è dominato dall'imponente mole della rocca, eretta su uno sperone a picco sul corso del Torrente Ceno. La prima testimonianza relativa al castello risale all'869. Nel 1257 il feudo passò ai Landi di Piacenza che rimasero signori di Bardi per oltre quattro secoli, favorendo l'organizzazione amministrativa ed economica del territorio e promuovendo l'ampliamento della rocca.
La fortezza, progettata come formidabile strumento di difesa, venne progressivamente ad assumere le caratteristiche di capitale di un piccolo stato che comprendeva il territorio dell'alta Val Ceno e dell'alta Val Taro. Nel 1551 il feudo venne eretto a marchesato dell'imperatore Carlo V ed i Landi ottennero il diritto di battere moneta. Bardi venne poi ceduta ai Farnese (1682), seguendo poi le sorti del ducato di Parma. La rocca di Bardi rappresenta un raro esempio di complesso fortificato medioevale giunto fino ai nostri giorni i ottimo stato di conservazione.
Attualmente ospita in alcune sale il Museo della Civiltà Valligiana ed è il punto di riferimento di tutte le attività culturali della Val Ceno. Recenti interventi di restauro hanno consentito il recupero e l'apertura al pubblico di molti ambienti: magazzini, stalle, camminamenti di ronda, torri di guardia e residenza signorile. Nella parrocchiale di S. Maria Addolorata, è custodito un dipinto su tavola del Parmigianino raffigurante lo "sposalizio mistico di S. Caterina" (1520). Pregevoli dipinti del XVIII sec. si trovano nell'oratorio di S. Maria delle Grazie. La chiesa di S. Giovanni Battista risale nella su attuale struttura al XVIII sec. Interessante edificio romanico di tipo rustico è la chiesa di S. Siro, databile per la struttura muraria al XII - XIII sec.
IL FANTASMA DI MOROELLO
Anche in questo castello avvenne un fatto assai triste che acora oggi, dopo secoli, è piu' che viva nela memoria di tutti.
La leggenda di Moroello e Soleste
Soleste, la giovane figlia del castellano freme per Moroello comandante delle truppe, ma il padre l'ha promessa in sposa ad un feudatario vicino. Un matrimonio che porterà nuove terre ed una solida alleanza. Solo la balia aiuta Soleste e Moroello e si prodiga affinche i due ragazzi possano incontrarsi e stare insieme. Purtroppo la malasorte sta per accanirsi contro i due giovani amanti. Moroello deve difendere i confini dello Stato e parte con i suoi soldati. Ogni giorno Soleste sale sul mastio della fortezza ove è possibile spaziare con lo sguardo sulle due vallate e spiare il ritorno di Moroello. Dopo lunghe settimane di attesa finalmente vede avvicinarsi uomini a cavallo, ma sono troppo lontani per poter distinguere i colori e gli stemmi. Solo quando i cavalieri arrivano alla confluenza fra i torrenti Ceno e Noveglia, Soleste nota che i colori non sono quelli dei Landi. Questo significa che Moroello è stato sconfitto! Soleste si uccide gettandosi dal mastio.
In realtà Moroello ha vinto la sua battaglia. Indossa i colori del nemico battuto come ultimo spregio. E' la balia a dare la triste notizia del suicidio a Moroello ed assistere all'urlo straziante mentre egli si getta dagli spalti della Piazza d'armi.
La base del mastio, da anni è soggetta a studi e ricerche notturne con sofisticate apparecchiature elettroniche da parte di ricercatori italiani e stranieri. Il fantasma di Moroello, nell'arco dei secoli, è infatti apparso vicino al mastio a volte accompagnato da una sommessa e triste musica.
Negli ultimi anni, però, gli "avvistamenti" si sono fatti più frequenti anche da parte dei visitatori e dei ricercatori del Dipartimento di Ricerca del Centro Studi Parapsicologici di Bologna. I quali ultimi sono addirittura riusciti a fotografare il fantasma di Moroello, con una termocamera sofisticatissima, e hanno realizzato nel castello una mostra su questa presenza.
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I misteri e i segreti del Castello Longhi-De Paolis - Fumone
Circondato da colli ameni ed uliveti, il piccolo e tranquillo borgo medievale di Fumone si offre al viaggiatore tutto arroccato attorno al suo castello, in un pittoresco amalgama grigio tra le abitazioni ed il fortilizio, da cui spuntano eleganti cipressi. Eretta tra il IX ed il X secolo, la Rocca Longhi De-Paolis è famosa non soltanto per essere stata la prigione di Celestino V, nonché il luogo della sua morte, ma anche per ospitare uno straordinario giardino pensile, che, con i suoi 800 m s. l. m., è il più alto d’Europa ed è da sempre conosciuto come “la terrazza della Ciociaria”: da qui, in un passato abbastanza recente, quando le città e le strade di pianura non producevano come oggi un inquinamento eccessivo, lo sguardo poteva abbracciare l’intera provincia di Frosinone, mentre nelle giornate più terse comparivano a Nord la Cupola di San Pietro e a Sud la vetta del Vesuvio e le sue epocali eruzioni.
Il toponimo “Fumone”, del resto, deriverebbe indirettamente dalla sua stessa posizione somma ed isolata. Distante circa 80 km da Roma, l’Arx Fumonis fu sin dall’Alto Medioevo un’imprendibile fortezza (respinse, tra gli altri, anche gli assedi degli imperatori Federico Barbarossa ed Enrico VI), un baluardo formidabile conteso tra le maggiori famiglie nobiliari laziali. Passata poi alla Chiesa, la rocca assolse a lungo e in maniera straordinaria la funzione di controllo del territorio meridionale dello Stato Pontificio.
Alla vista dei nemici, infatti, dal culmine di un’alta torre (oggi scomparsa) si levava un’enorme colonna di fumo: essa avviava un sistema di segnalazioni simili a catena, che coinvolgeva paesi limitrofi come Rocca di Cave, Castel San Pietro, Paliano, Lariano, Serrone e Castro dei Volsci, e che giungeva infine alle mura capitoline, avvertendo così la “città eterna” dell’imminente pericolo. Nella zona si diffuse il celebre detto: “Quando Fumone fuma tutta la campagna trema”. Da diversi anni aperto alle visite, il Castello Longhi de Paolis compare ormai puntualmente in tutte le guide turistiche. Prima di arrivare a Fumone, tuttavia, forse non tutti i visitatori sanno che questa rocca dall’aspetto austero permetterà loro una delle passeggiate più inquietanti ed insolite del Lazio.
Leggende e orrori
Da sempre il Castello di Fumone è custode di segreti, arcani e memorie drammatiche. Sede fin dall’XI secolo di una piccola prigione della Chiesa, la rocca nel Medioevo era tristemente nota per le condizioni disumane in cui versavano i detenuti e per le torture che vi si praticavano. Di solito essere condannato alla prigionia a Fumone equivaleva ad essere condannato alla morte più atroce. Losche immagini venivano tramandate di questo luogo dalle origini oscure: secondo alcuni studiosi, infatti, il toponimo “Fumone” non deriverebbe, come viceversa prima accennato, dalla colonna di fumo che si sprigionava dal maniero, bensì dalle nubi grigio-nere che una tradizione popolare vuole si addensassero misteriosamente e costantemente su di esso.
Il Pozzo delle Vergini
Ad ogni modo, la visita al castello pare confermare tali premesse non certo confortanti. Appena entrati nel castello, dopo un’iniziale breve ma ripida rampa di scale, il visitatore ha già la sensazione di essere fuori dal tempo. Le luci soffuse, il rosso delle pareti, il silenzio creano da subito un’atmosfera tetra e angosciante che sfocia nel primo ricordo tragico conservato all’interno dell’edificio: il “Pozzo delle Vergini”. In origine probabilmente situato all’aperto, questo pozzetto stretto e profondissimo è storicamente legato alla pratica dello Jus primae noctis, diffusa nel Medioevo nei borghi di campagna e rivendicata a Fumone da uno degli antichi proprietari del castello: come è noto, sulla base di questo diritto, le donne appena spostate dovevano giacere la loro prima notte di nozze con il signore del posto; e, quel che più contava, dovevano giungervi vergini, pena la morte o qualche orripilante tortura.
A Fumone il castigo previsto per le inadempienti era veramente perentorio: le povere disgraziate che erano scoperte “impure” dal loro “nobile” aguzzino venivano immediatamente e senza pietà gettate nel suddetto pozzo, al fondo di cui – pare - svettassero lame affilate: nella nera cavità le loro urla risuonavano fortissime per poi svanire in una quiete demoniaca. Oggi, affacciandosi all’orlo della cavità, posta in un cantuccio, accanto al ciglio di una scalinata, si possono provare sensazioni di pietà miste a ripugnanza.
L'antipapa Gregorio VIII
Nella rocca e’ tuttora sepolto, dopo otto secoli, l’”antipapa” francese Gregorio VIII. Si chiamava Maurizio Bordino e fu opposto man mano ai pontefici Pasquale II, Gelasio II e Callisto II. Da quest’ultimo fu definitivamente sconfitto e poi condotto come prigioniero, nel 1124, alla Rocca di Fumone, dove avrebbe atteso il trapasso nell’indifferenza dei più.
LA TRAGICA VICENDA DEL "MARCHESINO" E LE ALTRE PRESENZE SPETTRALI DEL CASTELLO
La visita continua di sala in sala, tra affreschi, arazzi, eleganti arredi e svariate opere d’arte, mentre l’accompagnatore narra di monaci murati vivi chissà dove nel castello e mostra toccanti iscrizioni amorose d’epoca romana. Ad un certo punto si giunge all’archivio, dove, tra importanti ed antichi documenti, riposa, un po’ defilata, in un angolo, una piccola credenza. Al suo interno è celato il ricordo di una vicenda tra le più spaventose del castello. La guida infatti inizia a raccontare la triste e macabra storia del “marchesino”, avvenuta nel XIX secolo. Ultimo fratello dopo sette sorelle, il piccolo Francesco Longhi, quale primo figlio maschio, avrebbe avuto in eredità tutti i beni di famiglia. La tradizione vuole che le perfide sorelle, invidiose e per nulla intenzionate a perdere le proprie ricchezze (magari finendo suore contro la propria volontà o spose di qualche uomo indesiderato) decisero quindi che l’odiato fratellino doveva perire.
Lo uccisero giorno dopo giorno, in maniera torbida ed ambigua, senza lasciare tracce, mettendo cioè quotidianamente nella sua scodella minuscoli pezzetti di vetro. In breve tempo comparirono i primi dolori che divennero via via più atroci, sino a trasformarsi in una lenta e terrificante agonia: morì alla tenera età di cinque anni. La madre, allora, straziata dal dolore causato dalla perdita di quel figlio tanto atteso ed amato, ordinò, disperata e delirante, che le sue spoglie fossero “imbalsamate” con la cera e poste in una teca di cristallo, cosicché se ne potesse eternarne la memoria. E così è stato. Aperto lo sportello del mobiletto, l’impressionante salma viene offerta alla vista, allo stupore e al raccapriccio degli astanti, mentre i tanti quadretti che ritraggono lo sguardo triste del fanciullo sembrano osservarli. Tutt’ora non è chiaro il metodo usato per la mummificazione: il dottore morì subito dopo il lavoro in circostanze oscure. Secondo una leggenda nota agli abitanti di Fumone, il castello sarebbe infestato dal fantasma di Emilia Caetani Longhi: sembra che ogni notte ella, con passo inquieto e riecheggiante, si rechi a trovare il figlioletto, lo prenda in braccio ed inizi a dondolarlo tra nenie e lamenti. Ma pare che anche lo stesso “marchesino” non abbia abbandonato il castello, e che il suo spirito dispettoso si diletti a nascondere o spostare piccoli oggetti. Inoltre, come se non bastasse, saltuariamente dai sotterranei si udirebbero le urla e i gemiti degli spettri dei prigionieri dei sotterranei, la cui anima, dopo la tormentata esperienza terrena, non trovò mai riposo.
LA PRIGIONIA ELAMORTE DI CELESTINO V
Il castello di Fumone è celebre anche per la vicenda della prigionia e della morte di Celestino V, il papa che «per viltade», secondo Dante, aveva fatto «il gran rifiuto», rinunciando il 13 dicembre 1295 alla tiara. Come è noto, vi fu nascostamente rinchiuso dal suo successore, il giurista Benedetto Caetani, appena salito al soglio pontificio col nome di Bonifacio VIII, sebbene le motivazioni della segregazione siano tuttora oscure. Nella rocca - all’epoca carcere della Chiesa - lo accolse un’angusta e fredda celletta: ancor oggi, guardandola, si prova un senso di repulsione per la sorte del povero prigioniero.
Accanto alla cella è una piccola cappella (conserva reliquie, ex-voto ed un’iscrizione a ricordo della visita di Paolo VI al castello nel 1966) che i Longhi eressero nel Settecento in onore del Santo, il quale, peraltro, era stato benefattore del loro lontano antenato. Celestino si spense il 19 maggio 1296, dopo lunghi mesi di torture, stenti e malattie. Passarono alcuni secoli, però, finché fosse reso noto che il suo teschio era forato: si pensò allora che era stato orrendamente assassinato con un chiodo nel cranio, forse per mano di Roffredo Caetani, nipote di Bonifacio VIII.
Le cronache del tempo raccontano che poche ore prima della morte di Celestino V si verificò nel castello di Fumone uno straordinario prodigio, che fu interpretato come il presagio della morte del santo: apparve infatti una croce splendente, che rimase sospesa in aria innanzi alla porta della cella ove egli era rinchiuso. Successivamente, nel corso del processo di canonizzazione di Celestino ordinato da Clemente V nel 1313, a testimoniare il prodigio sarebbero accorsi in molti, tra i quali i due cavalieri, originari di Ferentino, che lo tenevano in custodia. Era l’estremo tentativo di riparare ai torti subiti da questo grande papa, la cui vita, per molti versi, rimane avvolta nel mistero.
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Il castello di Rivalta e i suoi fantasmi (Piacenza)
Il castello di Rivalta è un imponente e splendido complesso fortificato che si trova nel comune di Gazzola in provincia di Piacenza, non lontano dal gretoel fiume Trebbia, in questo punto molto ampio e il panorama che i gode da qui è davvero bellissimo.
La prima testimonianza scritta sul castello è un atto di acquisto risalente al 1025. Nel 1048 l'impratore Enrico II lo dona al monastero di San Savino di Piacenza. Nel XII secolo era sotto giurisdizione dei Malaspina, che dominavano i territori dalla Lunigiana fino alla valle Staffora e nel 1255 Oberto Pallavicino, podestà di Piacenza, ordinò la distruzione di questo e degli altri presidi dei Malaspina. Nel primo decennio del XIV secolo i Ripalta lo cedettero a Obizzo Landi e da allora fino a oggi, tranne brevi interruzioni, rimase possesso della famiglia Landi. Tra il XV e il XVIII secolo i Landi traformarono il castello in una sontuosa residenza.
Molti gli eventi bellici che coinvolsero il castello: nel 1636 l'assedio da parte di 6000 soldati spagnoli guidati dal generale Gil De Has; nel 1746 il saccheggio da parte dei soldati tedeschi del generale Berenklau; nel 1799 di quelli francesi del generale MacDonald.
Il nome di Rivalta deriva dall'antichissima Ripa Alta, nelle cui vicinanze sarebbe stata combattuta, nel 218 a.C., la battaglia sul Trebbia fra le truppe cartaginesi di Annibale e le legioni romane.
Nel 1895 il Castello ed il Borgo sono acquistati dal conte Carlo Zanardi Landi di Veano, discendente di Pietro Zanardi Landi, uno dei contendenti nelle liti di divisione nel XIV secolo. Ai conti Zanardi Landi, attuali proprietari del Castello, si devono il restauro sistematico e la valorizzazione del complesso.
I FANTASMI DEL CASTELLO
Qui ce ne sono addirittura due !!
La storia di Pietro Zanardi Landi
Tra le leggende nate al Castello di Rivalta, la più lontana nel tempo narra di un antico componente della famiglia Zanardi Landi.
Secondo il racconto, Obizzo Landi - feudatario di Rivalta nel XIV secolo - e la moglie Bianchina avevano tre figli. Il più giovane perde la vita in un'imboscata, perciò il Castello passa alle sorelle ed ai rispettivi mariti, Pietro Zanardi Landi e Galvano Landi. Questi si contendono a lungo l'eredità, finchè non ne diviene proprietario Galvano III Landi. La rivalità tra i due dà origine alla leggenda del fantasma del Castello, poichè la vicenda si conclude con l'assassinio di Pietro Zanardi Landi.
Secondo la credenza, al fine di vendicarsi lo spirito di Zanardi Landi avrebbe vagato nel Castello fino al 1890, anno di passaggio dei beni ai discendenti della vittima innocente. Placato, ma dalla memoria durevole e non molto incline al perdono, il fantasma sarebbe ritornato nel 1970, quando presso gli Zanardi Landi è ospite un ignaro discendente dell'antico assassino. L'ospite viene tormentato per tutta la notte ed è in quell'occasione che, cercando tra le pieghe della storia, emerge la tragica vicenda.
Il cuoco Giuseppe
Più recente, ma sempre dall'origine tragica, l'altra presenza inspiegabile. Si tratta del cuoco Giuseppe, ucciso nel Settecento dal maggiordomo di cui aveva insidiato la moglie. Si manifesterebbe accendendo e spegnendo interruttori.
Negli anni Ottanta, durante una notte in cui era al Castello la principessa Margaret d'Inghilterra, Giuseppe si sarebbe divertito per oltre dieci minuti a mettere in funzione elettrodomestici e altre apparecchiature, spostando quadri e oggetti vari, soprattutto nell'ala del Castello affacciata sul Trebbia, dove si trovava la vecchia cucina.
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Alla scoperta del castello di Agazzano e del suo fantasma
Rocca e Castello sono il caposaldo del borgo più importante della vallata, antica proprietà (secolo XIII) degli Scotti, che ancora oggi, con la principessa Luisa Gonzaga Anguissola Scotti, ne detengono il dominio. La Rocca, accessibile attraverso due rampe opposte di scale, si affaccia su un cortile di grande suggestione e rappresenta una felice sintesi tra l'austerità dell'architettura difensiva medievale e l'eleganza della dimora signorile del Rinascimento. Il castello, riadattato alla fine del Settecento in tranquilla dimora nobiliare, è arredato con mobili d'epoca e custodisce al suo interno eleganti decorazioni pittoriche e preziosi affreschi.
La Rocca e il castello di Agazzano sono ancora oggi di proprietà privata e appartengono alla stessa famiglia (che nel corso dei secoli è stata soggetto di ampliamenti) dalle origini e cioè dalla fine del 1200. Risalgono a questo periodo le documentazioni relative a Giovanni Scoto grande possidente terriero che fece di Agazzano il centro delle sue proprietà. La famiglia Scotti (da Scoto) manterrà il dominio su Agazzano fino alla meta del 1700 quando Ranuccio Scotti lascia come eredi tre figlie femmine. La primogenita Margherita Maria, cui andrà il castello, si unisce in matrimonio con Girolamo Anguissola da Podenzano e, da questo momento la famiglia, Scotti prenderà il nome di Anguissola Scotti. A testimonianza dell’unione delle due famiglie abbiamo la fusione nello stesso stemma di elementi dello stemma Scotti (le stelle) con l’elemento dell’anguilla derivante dallo stemma Anguissola. Attualmente il proprietario è il principe Corrado Gonzaga figlio di Luisa Anguissola Scotti che si era unita in matrimonio con il principe Ferrante Gonzaga. La famiglia Gonzaga si era già imparentata con gli Scotti alla fine del 1400 quando Giovanni Scotti sposa Luigia Gonzaga Da Novellara. Ancora oggi all’interno della Rocca si ritrovano accanto agli stemmi Scotti anche gli stemmi Gonzaga (la cui caratteristica è un ‘aquila). . . La particolarità di questo bellissimo complesso architettonico risiede nella sua costituzione. Accanto a una rocca nata nel 1200 con funzione prettamente militare ( torri angolari rotonde, ponte levatoio, mastio con rivellino) e dotata nel 1475 di un bellissimo loggiato voluto da Luigia Gonzaga, troviamo una villa settecentesca che in origine era il borgo della Rocca. I saloni della villa sono decorati alle pareti con bellissime tempere a e arredati con mobili che vanno dal 1600 al 1800 . Di notevole pregio le bellissime ceramiche e porcellane .
Anche il giardino con il taglio alla francese e munito di statue e fontana nasce alla fine del 1700; al suo disegno ha partecipato anche Luigi Villoresi che è stato direttore del Parco della villa reale di Monza. Nata come fortezza difensiva, la Rocca di Agazzano, fonda le sue origini nel 1200 e si arricchisce nel 1475 di un bellissimo loggiato che ne addolcisce l’aspetto militare. La pianta è di tipo rettangolare con torri rotonde e rivellino. All'interno, oltre al loggiato con colonne in arenaria dai capitelli stemmati, si trovano ampi saloni, gli appartamenti privati con i camini dell'epoca, cucine e alloggiamenti militari. La struttura rappresenta un felice connubio tra l'austerità dell'architettura medioevale e l'eleganza della dimora signorile del Rinascimento. La Rocca è circondata da un ampio giardino alla francese che si sviluppa su due livelli. La presenza di statue, fontane e piante esotiche contribuisce al fascino di un luogo perduto nel tempo passato. Adiacente alla fortezza militare si erige la villa settecentesca, sorta sull’antico borgo, con affreschi e un caratteristico cortile con porticato. L’appartenenza del Castello di Agazzano a un’unica famiglia fin dalle origini e il mantenimento della struttura nei suoi aspetti medioevali e rinascimentali fanno di questa proprietà un suggestivo e raro esempio di storia , tradizioni e cultura.
IL FANTASMA DEL CONTE
La storia del castello è segnata dalla tragica e misteriosa morte di Pier Maria Scotti detto il Buso ( abile spadaccino che ogni volta che colpiva una vittima con la spada lasciava il “buco”) che fu ucciso da Astorre Visconti nel 1529 in una locanda sita in Agazzano. Il suo corpo gettato nel fossato che anticamente circondava la Rocca. Nonostante questa certezza storica il cadavere di Pier Maria Scotti non è mai stato ritrovato e la sua presenza si sente ancora oggi tra le mura del castello e nel giardino. Porte che si aprono misteriosamente, luci che rimangono accesi, vetri trovati nelle stanze e di cui non si sa la provenienza. Sono stati compiuti diversi sopraluoghi da parte di associazioni esperte di fantasmi che hanno rilevato tracce di presenze ultraterrene. Strani avvenimenti si sono succeduti nel tempo e si è tenuti a credere che Pier Maria Scotti che amava moltissimo Piacenza e il piacentino non abbia voluto allontanarsi completamente da questi luoghi E’ importante ricordare che tornò appositamente dalle Americhe per riconquistare la posizione che credeva gli spettasse nella città di Piacenza e nei territori appartenenti agli Scotti. Il carattere di questo condottiero si caratterizzava per la tenacia, la cattiveria ma anche il coraggio. Il suo errore fu quello di occupare il castello per prenderne il bottino e imporne il dominio non avvisando l’alleato Visconti… che come abbiamo visto non ne rimase molto contento. A questo personaggio è stato dedicato anche un romanzo.
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Il castello di Glamis e i suoi fantasmi
Il castello di Glamis si trova a Tayside in Scozia. Esso è senza ombra di dubbio, assieme a Borley Rectory, che però oggi non esiste più, una delle dimore infestate più famose di tutto il Regno Unito. A questa principesca residenza è legato il sinistro e macabro "segreto degli Strathmore", la nobile famiglia inglese che fin dal XVI secolo ha abitato le sue stanze. Ma ancor prima che la maledizione degli Strathmore rendesse il castello un luogo tenebroso ed infero, il suo nome già era legato a terribili e drammatiche disgrazie. Secondo una leggenda, quando ancora il castello non era stato costruito, nel X secolo, esattamente sul luogo in cui sorgerà più tardi, Macbeth uccise suo cugino il re di Scozia, Duncan I. Dopo poco, nel 1034, un altro re di Scozia, Malcom II, fu tagliato a pezzi da un gruppo di ribelli all'interno del castello. Il suo sangue formò sul pavimento una enorme macchia che non si riuscì mai a cancella e che ancora oggi è perfettamente visibile (la vicenda della macchia di sangue ispirò probabilmente Oscar Wilde per il suo spassoso Fantasma di Canterville, in cui egli narra un episodio simile).
Molti però ritengono che l'origine delle numerose morti legate al castello sia da far risalire a Sir John Lyon che, nel 1372, acquistò il castello di Glamis. Nella sua dimora precedente, il palazzo Forteviot, vi era un calice che, secondo la leggenda, non doveva assolutamente essere spostato dal luogo in cui era conservato, pena terribili disgrazie che si sarebbero abbattute senza pietà sulla stirpe di colui che avrebbe osato fare una cosa simile.
Sir John, incurante di questa stupida diceria, portò il calice nella sua nuova residenza. Da allora, per generazioni e generazioni, tra gli abitanti di Glamis si verificarono misteriose ed orribili morti. Ad iniziare proprio da sir John, che, undici anni dopo essersi trasferito a Glamis, morì in un duello.
Nel XVI secolo fu la volta di Lady Campbell, la moglie del sesto conte di Glamis. Sospettata d'aver tentato di avvelenare re Giacomo V, marchiata dell'accusa di stregoneria, trascorse gli ultimi anni della sua vita nelle segrete di una prigione sotterranea, prima di morire sul rogo, davanti al castello di Edimburgo. Si dice che dopo il supplizio abbia fatto ritorno a Glamis, in veste di spettro, e che disturbi la calma del maniero dondolandosi in una vampa di fuoco, proprio sopra l'orologio della torre.
LA STANZA SEGRETISSIMA DEL CASTELLO
Nel XVII secolo il castello di Glamis fu ereditato dal conte Patrick Strathmore, che la storia e la leggenda vogliono essere un individuo violento e di costumi dissoluti, divorato dal gioco ed eternamente ubriaco. Su di lui circolavano due sinistre leggende. Si diceva infatti che avesse rinchiuso in una stanza segreta un suo figlio nato deforme, verso il 1800. Egli era una creatura deforme, senza collo e con braccia e gambe rattrappite, dotata però di una forza straordinaria. Per tenerlo lontano dagli sguardi dei curiosi, venne rinchiuso in una camera speciale, con una serratura massiccia. Fino ad oggi la camera segreta non è stata ancora ritrovata. A giurare sulla sua esistenza fu, però, addirittura Peter Underwood, uno dei più famosi Ghost Hunters (cacciatori di fantasmi) del Regno Unito, autore tra l'altro di un opera fondamentale per tutti gli appassionati di ectoplasmi, una vera e propria guida ai fantasmi britannici. Underwood riteneva infatti che la stanza segreta fosse stata costruita attorno al 1684 e che qui il mostro di Glamis fosse stato rinchiuso fino alla data della sua morte, nel 1921 (dunque ultracentenario!!).
La stanza segreta e lord Patrick, però, come già detto, sono legati ad un'altra orribile leggenda. Si racconta che Patrick, accanito giocatore, abbia perso la sua anima giocando a carte con il Diavolo. Tale partita sarebbe avvenuta per l'appunto nella stanza segreta. Ancora si dice che il conte rinchiudesse i suoi nemici nella stanza segreta, lasciandoli morire di fame. I disgraziati, spinti dalla disperazione non solo iniziarono a mangiarsi l'uno con l'altro, ma arrivarono al punto di strapparsi a morsi dei pezzi di carne dalle proprie braccia. A conferma di questa tradizione due fantasmi, un negro ed un bianco, che subirono appunto questa atroce sorte, si aggirerebbero ogni tanto nei pressi del castello.
Agli inizi del Novecento il XIV conte Strathmore organizzò nel castello una festa, durante la quale egli pensò di organizzare una ricerca della stanza segreta. Allora gli ospiti girarono per tutte le stanze, appendendo a ciascuna finestra un lenzuolo bianco. Dopo che ebbero finito, si ritrovarono tutti nel giardino e, con loro grande stupore, si accorsero che ben sette finestre erano senza lenzuolo. Si cercò a quel punto di individuare le stanze corrispondenti, ma ogni ricerca fu totalmente vana. A prendere sul serio questo racconto, sembrerebbe dunque, non solo che la stanza segreta esista, ma anche che ce ne sia più di una.
La stanza segreta interessò anche Walter Scott. Lo scrittore scozzese nottetempo si recò, allo scopo di trovare la stanza in cui lord Strathmore e il Diavolo avevano giocato a carte, nella cripta della torre. Accompagnato da un valletto che faceva luce con la torcia attraversò un corridoio, le cui pareti erano piene di muffa e trasudavano umidità, in mezzo allo squittire costante dei topi. All'improvviso vide una luce brillare e di fronte a lui comparvero due nobili, uno dei quali doveva essere proprio Patrick, che seduti attorno ad un tavolo giocavano accanitamente a dadi, imprecavano, bevevano e maledicevano Dio. Ad un tratto il demonio, attirato dalle bestemmie, apparve nella stanza. Il Diavolo costrinse i due nobili a giocare per tutta l'eternità. Ancora oggi qualcuno dice di aver sentito provenire da qualche parte del castello un chiaro rumore di dadi che scivolano sul tavolo.
GLI ALTRI FANTASMI
Negli articoli precedenti abbiamo parlato dei fantasmi più famosi di Glamis Castle ma molte altre sono le entità soprannaturali che, di notte, popolano il castello. C'è la donna senza lingua che va girando per il parco indicando a chiunque incontri la sua menomazione, c'è The Mad Earl's Walk, un folle che, nelle notti di tempesta, si aggira per il castello percorrendo sempre lo stesso tragitto. Diverso è il fantasma del servitore bambino, che appare come lo spettro di un bimbo vestito da paggetto che viene avvistato sia seduto su una panchina in attesa di un ordine sia nell'atto di versare il tè nella camera della Regina Madre.
Lady Halifax disse di aver visto, una volta, due giocatori di dadi nella Blue Room, una stanza del castello. Si dice infine che ci sia una porta che si apre ogni notte, anche quando la si blocchi con dei fermi, c'è pure il cavaliere fantasma: lo spettro di un uomo in armatura terrorizzò un bambino e sua madre alla fine degli anni '90. Un essere gigantesco che appariva coperto di placche metalliche, appunto come un cavaliere rinascimentale… Dopo essersi avvicinato al bimbo, svanì nel nulla.
La maledizione degli Strathmore
Si dice che la famiglia degli Strathmore nasconda un terribile segreto che ogni discendente maschile deve rivelare al figlio nel giorno del ventunesimo compleanno. Nessuno sa logicamente di quale segreto si tratti nè quanto antico sia, per la prima volta questa storia si conobbe nel 1904, quando il XIII conte, Claude Bowes-Lyon, a ventun anni, ammise pubblicamente l'esistenza di un segreto e ad un suo amico disse queste testuali parole: "Se solo sapessi la natura del nostro segreto ti getteresti in ginocchio e ringrazieresti Dio per esserne immune". Il figlio di Claude, ovvero il XIV conte, fu informato, come avveniva da secoli ormai, del segreto di famiglia quando compì 21 anni, non resistendo a tale fardello, confidò il segreto al giardiniere, il quale senza pensarci due volte fece i bagagli e si allontanò per sempre dal castello. Oggi la discendenza maschile degli Strathmore si è estinta, il castello è di proprietà della nipote del XIV conte, la quale, quando interrogò l'ex giardiniere, cercando di farsi dire quale fosse il segreto, per tutta risposta egli le disse: "Siete fortunata a non conoscerlo, e non lo saprete mai, perché sareste altrimenti la più infelice delle donne".
CURIOSITA'
Qui vi nacque la Regina Madre, Elizabeth Bowes-Lyon contessa di Strathmore, genitrice dell'attuale Elisabetta II d'Inghilterra. Non si sa però se la maledizione possa colpire anche attraverso la discendenza femminile: non dimentichiamo che la madre dell'attuale regina Elisabetta era una Lyon-Strathmore… Che il principe Carlo ne possa essere vittima?
Chiunque voglia andare a controllare la veridicità di questi fatti, può farlo: il Castello di Glamis è aperto da aprile ad ottobre dalle 10 alle 17 (controllate su internet eventuali modifiche di orario). Per chi non ha problemi di spesa, può anche soggiornare nel maniero più infestato di Gran Bretagna, ma per farlo prima deve chiedere il permesso ai proprietari, i Bowes-Lyon conti di Strathmore, e chissà che non vi rivelino il segreto della loro maledizione!
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Il castello di Landriano e il fantasma di Lady Janet (Pavia)
A Landriano, in provincia di Pavia, sorge un castello. Si dice che di tanto in tanto compaia il fantasma di una giovane donna di nome Janet che venne bruciata come strega durante gli anni oscuri del medioevo. Ci sono testimonianze di persone che l'hanno vista sulla soglia del vecchio rudere mentre indicava col dito le finestre dello stesso. In certi casi, il fantasma ha anche parlato, rivelando dettagli orribili sulla propria morte.
Purtroppo, essendoci il pericolo di crolli, questo maniero non si puo visitare, inoltre il proprietario aveva diverse volte espresso ildesiderio di ristrutturarlo e trasformarlo in discoteca, in museo o in ristorante, ma per ora nonsi muove niente e continua ad essere avvolto nel piu' fitto mistero.
Il fantasma afferma di chiamarsi Janet. Si avvicina alle persone e parla con loro con naturalezza. Nelle apparizioni seguenti fa emergere il suo vero lato oscuro. Pare sia in grado di far cadere le persone in trance e possederne il corpo fino ad averne assoluto controllo. Inoltre puo' far rivivere ad esse i suoi ultimi istanti di vita. Essa si sposta in continuazione x non esser facilmente avvistata. Si narra sia vissuta attorno al 500,condannata al rogo x stregoneria. Giustiziata nella piazza antistante al castello e tende ad apparire al calar della notte. Si fa prima udire con un canto o lamento,infine appare. Il suo volto e' apparso nel portone dell'ingresso del castello, in alcune finestre frontali dell'edificio.
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I fantasmi di Oramala - Pavia
Risaliamo le colline dell’Oltrpò per raggiungere al Val di Nizza e scoprire lo splendido borgo di borgo di Oramala. Il borgo antico, inserito nel consorzio dei Borghi più belli d’Italia, è dominato da un castello che trionfa con i suoi torrioni semicircolari. Dopo periodi di alterne fortune il castello ha conosciuto un lungo periodo di degrado, ma oggi è tornato al primordiale splendore con le sue scuderie, prigioni e mura merlate. Attorno al Castello sorge il borgo, arroccato su uno sperone roccioso, inespugnabile nel passato e estremamente suggestivo ai giorni nostri. La sua costruzione risale al X secolo, ma le prime notizie a proposito sono datate 1029 quando Alberto, figlio di Oberto Obizzo, prese possesso del Rustico d’Oramala. Nel secolo successivo divenne parte dei possedimenti della famiglia d’Este, ma per conoscere meglio la sua storia vi rimando al sito dell’Associazione Varzi Viva.
C’è però un alone di mistero che circonda il Castello. Oramala sarebbe infatti è infestato da spettri e fantasmi. Come leggiamo sul sito Dal tramonto all’alba “Ogni 25 dicembre, a mezzanotte, si accende la luce della terza sala della torre - spiega il proprietario della rocca, ex senatore Luigi Panigazzi - la luce rimane accesa per alcune ore e poi si spegne. In quella sala abbiamo un camino e un tavolone in legno. Questo fenomeno sarebbe provocato da strane presenze, e più precisamente dagli spiriti del grande imperatore Federico Barbarossa e dei marchesi Malaspina che nel XII secolo erano i proprietari del castello.“
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Ca' Dario, la casa che uccide
Progettata da Giovanni Dario nel 1487, questa casa di Venezia ha l'oscurissima fama di essere la Casa che uccide. Tutti i proprietari di questa casa hanno avuto una morte assai violenta, o per incidente o per suicidio dello stesso, invece non succede nulla ai semplici ospiti che hanno dormito nella casa. I Primi proprietari della casa erano la figlia illegittima di Giovani Dario e il marito, entrambi finiti in miseria e successivamente morti. Arbit Abdoll, ricco commerciante di diamanti perse tutte le sue ricchezze poco dopo esserne divenuto proprietario e ancora Charles Briggs, un americano che fuggì dall'Italia per un presunto scandalo morì suicida, tra i possessori della casa anche il manager degli Who, Raul Gardini e Fabrizio Ferrari, tutti morti tragicamente. Anche Mario del Monaco era interessato a Cà Dario ma fu proprio un incidente stradale durante un viaggio per le trattative dell'acquisto, che gli fecero pensare che fosse stato meglio rinunciare all'acquisto.
Ci sono stata diverse volte a Venezia e l'ulima volta ho voluto documentarmi di persona e vi assicuro che l'atmosfera che si percepisce nelle vicinanze della casa è davvero tetra, non era per nulla positiva, da brivido !
“Una vecchia cortigiana decrepita piegata sotto la pompa dei suoi monili”, è così che Gabriele D’annunzio descrive Ca’ Dario. Lo scrittore si riferisce alla facciata che dà sul Canal Grande, in pietra d’Istria ornata di marmi policromi ed inclinata sul lato destro, nella quale campeggia l’iscrizione “ URBIS GENIO JOANNES DARIUS” voluta da Giovanni Dario per omaggiare il “genio” della città. Ca’ Dario è legata ad una misteriosa leggenda che sembra colpire i proprietari del palazzo, una lunga scia di drammi, di disgrazie e morti; diversamente ne escono indenni gli ospiti tra i quali il poeta francese Henry De Regnier. Il palazzo fu fatto costruire da Giovanni Dario nel tardo “400, secondo dicerie popolari , in quel luogo, anticamente vi era una necropoli o addirittura un cimitero dei Templari. Le disgrazie iniziano con la morte di Marietta (figlia di Giovanni Dario), morta di crepacuore a seguito dei tracolli economici del marito, Vincenzo Barbaro. Fu così che la famiglia Barbaro ereditò il palazzo. Nel XVI secolo Giacomo Barbaro fu ucciso in un agguato a Candia. Toccò poi una tragica fine ad alcuni uomini d’affari proprietari del palazzo. Il commerciante di diamanti Arbit Addoll che fallì e morì in miseria. Nell’ '800 ci fu un doppio suicidio Radon Brown, studioso di Venezia, ed il suo coinquilino. Toccò poi a Charles Briggs, ricco americano che scappò dall’Italia per una scandalosa storia di omosessualità, si rifugiò in Messico, dove il suo amante si suicidò.
Negl’anni “70 Filippo Giordano delle Lanze venne assassinato dal suo amante Raul, che gli spaccò la testa con una statuetta ; Raul fuggito a Londra perché ricercato, sembra sia stato assassinato a sua volta. Acquistò il palazzo anche Cristopher Lambert, manager Who ( gruppo rock considerato maledetto), morì suicida. Negl’anni “80 comprò Ca’Dario un uomo d’affari veneziano, Ferrari , subì tracolli economici e la perdita della sorella Nicoletta (che risiedeva nel palazzo), trovata morta in un prato a pochi metri dall’auto capovolta. Ed infine nel 1993 in piena Tangentopoli è la volta del suicidio di Raul Gardini, si tolse la vita con un colpo di pistola.
Brrrrrr...non vi dico quando sono entrata all'interno, davvero affascinante !
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Grazzano Visconti - Piacenza
Il Castello 1395 D.C.
"Noi Signore di Milano e Conte di Virtù, Vicario Generale Imperiale, volendo compiacere per speciale grazia i nostri egregi e diletti Signori Giovanni Anguissola e Beatrice Visconti sua consorte, concediamo che nella loro proprietà di Grazzano, nel nostro distretto di Piacenza, possano far costruire liberamente e impunemente una fortificazione quale loro aggradi, nonostante alcuni decreti o nostri ordini emessi in contrario. I mandanti osservino e facciano inviolabilmente osservare questo nostro scritto. In testimonianza della qualcosa abbiamo disposto che la presente sia compilata registrata e convalidata con il nostro sigillo."
Pavia 18 febbraio 1395
Con questo manoscritto, il duca Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano e di altre città del nord, autorizzava la sorella Beatrice sposata al nobile piacentino Giovanni Anguissola a costruire un castello nella loro proprietà di Grazzano.
IL FANTASMA DI ALOISA
In questo antico maniero dimora il fantasma di Aloisa, una donna che durante la sua vita soffri' assai. Piccoletta, ben in carne, le braccia al sen conserte, da1 suo basamento sito neì pressi della piazza del Biscione occhieggia oggi verso i turisti. Le sembianze della statua che la raffígura sono fedeli al ritratto che fece di sé, guidando la mano di un medium nel corso di una seduta spiritica. Sposa ad un Capitano di Milizia, perì di gelosia in seguito al tradimento del marito. Di notte - così dice la storia che viene tramandata - si rifugia tra la mura del castello e si comporta in maniera assai manesca, tirando i piedi e schiaffeggiando gli ospiti, a meno che questi le facciano dei doni, appendendo alla statua, posta ín una delle stanze, collane e monili, che ne appaghino la vanítà di spettro femminile.
Ecco dunque che la statua della Aloisa castellana sfoggia, con fare civettuolo i doni dei previdenti ospiti che - credere o non credere - hanno comunque preferito ingraziarsi lo spettro.
La storia della Aloisa, è stata al centro di una Mostra allestita al teatro del castello dedicata alle testimonianze e alle tradizioni del Borgo. Tra i giornali che si occuparono della manifestazione, la Stampa di Torino, il cui testo fu ripreso da una agenzia inglese e diffuso su diversi giornali. Successivamente il Sunday Express - quattro milioni di copie - ha incaricato il corrispondente in Italia di un servizio in chiave parapsicologica. Assistito da esperti del settore, il giornalista ha sottoposo le statue a diversi esami e alla famosa prova del "pendolino" alla fine il responso: "L'Aloisa risulta sorprendentemente viva. Si tratta dí una donna che amò e sofferse molto".
In questi ultimi anni l'Aloisa è assurta agli onori della cronaca anche come protettrice degli innamorati, una specie di San Valentino in gonnella.
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Galles senza fiato. Al castello di Gwrych ritorna il fantasma
Appena letto l'articolo mi sono detta che erada postare subito....ehehe
Una misteriosa figura di donna appare dietro ad una finestra di un castello abbandonato da ben 25 anni. E quasi tutta l'Inghilterra grida al fantasma. La notizia, riportata dal Sun, ha già fatto il giro del mondo. E, come accade raramente, molti sono convinti che non si tratti del solito fotomontaggio.
Ecco la storia del fantasma di Gwrych Castle.
Si chiamava Winifred proprio come la leggendaria e misteriosa patrona del Galles. Se ne andò una notte d’inverno purtroppo dopo aver visto morire tutte le persone che amava una dopo l'altra, una vera tragedia. Il 16 gennaio 1924, il giorno in cui la trovarono cadavere nel suo immenso letto col baldacchino, le era rimasto solo il Castello insieme alla sua solitudine : povera donna. deve aver sofferto non poco durante la sua vita. Eppure, Winifred Bamford-Hesketh, contessa di Dundonald, è tornata. L’hanno vista aggirarsi silenziosa nelle stanze di Gwrych Castle. Winifred è tornata nel castello maledetto. E la severa fortezza di mille leggende e apparizioni ha ripreso a far parlare di sé, davvedo da paura. La storia è stata raccontata a più colonne dal solito Sun. Ed è una storia sentita mille volte, tramandata da generazione in generazione, un po' come la nostra riguardante Azzurrina e altri fantasmi celebri. Il fotografo si chiama Kevin Horkin ed ha 48 anni, la sua passione praticamente è il lugubre e tetro castello di Gwrych, nel nord del Galles, a pochi chilometri da Liverpool. Kevin, alla magione dei Dundonald, c’è stato tantissime volte. Quella fortezza l’ha fotografata da tutte le prospettive, poi, proprio il giorno in cui ha deciso di fare una serie di scatti sui dettagli della facciata, è arrivata la tanto sorpirata sorpresa, inaspettata e sorprendente.
Dopo aver scaricato le immagini sul pc si accorge che in una delle foto appare una silenziosa, aggiungo anche quasi pensierosa, signora vestita di bianco che guarda verso l’orizzonte. Non ci sarebbe nulla di male, se Kevin non sapesse perfettamente che Gwrych Castle è “chiuso” da esattamente 25 anni. Il castello, costruito all’inizio dell’Ottocento, infatti, fu abbandonato nel 1985 a seguito del crollo del pavimento. Inoltre non è la prima volta che Winifred ritorna nella residenza che aveva ereditato dopo la morte del marito Douglas Cochrane, dodicesimo conte di Dundonald.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
In vendita la casa di Amityville
Non aprite quella porta....Non è solo un titolo di film ma è anche la realtà : anche se siete appassionati di horror chi di voi sarebbe disposto a varcare la soglia della famosa casa di Amytiville ? La villa è stata messa infatti in vendita per la cifra di 1,15 milioni di dollari !!!! Su, su...cosa potrebbe accadere in fondo !!!!!!