Moderatori: CamociO, The Grinch, Nocciola, Alesk, Jovan
Autore
Messaggio
sab ott 06 2007, 07:39
Utenti Registrati #4
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Volevo dare un caloroso benvenuto a tutti. A chi mi conosce già dico bentrovati anche qui. Ai nuovi invece mi presento dicendo che sono molto apassionata di segreti e misteri, di castelli con fantasmi, dei misteri dell'uomo...Se avete il piacere di condividere con me questo interessantissimo argomento seguitemi : ne leggerete delle belle...
Per rompere il ghiaccio comincio col raccontare la storia di Beatrice Cenci.
Beatrice Cenci
Figlia di Francesco, uomo violento, venne rinchiusa dal padre nella rocca di Petrella Salto presso l’Aquila insieme alla matrigna Lucrezia Petroni. Qui si innamorò del castellano Olimpio Calvetti, e non resistendo alle angherie del padre lo fece uccidere da sicari nel sonno, e gettare da un balcone per simulare una disgrazia. Ma il patricidio trapelò a Roma e il Papa volle che i membri della famiglia fossero processati e messi alla tortura. La difesa tentò di contestare il delitto odo parricidio, ma non riuscì a provarlo e la giovane nobile fu mandata al patibolo con tutta la famiglia da Clemente VII. La condanna fu eseguita per decapitazione l’11 settembre 1599 nei pressi di Castel Sant’Angelo.
Le cronache dell’epoca ricordano che Beatrice offrì spontaneamente il collo al carnefice, sostenuta dal popolo che già durante il processo ne aveva fatto un’eroina, in contrapposizione alla figura del padre (un possidente ricco, avaro e violento) ed alla cupidigia del Papa (che, eliminando i Cenci, si accingeva ad incamerare il cospicuo patrimonio di famiglia). La tradizione vuole che l’11 settembre di ogni anno Beatrice appaia con la testa in mano nel luogo esatto in cui il boia eseguì la sentenza. Beatrice non trovò pace neanche dopo morta: durante l’occupazione francese del 1799, la sua tomba in San Pietro in Montorio fu profanata da un soldato francese che, dopo aver rubato il vassoio d’argento sul quale poggiavano i resti della testa, "prese con disprezzo il teschio e cominciò a gettarlo in aria a mo’ di palla".
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Gavi
Da diversi anni , in questa cittadina, si verificano strani accadimenti. Recentemente c'è chi giura di avere visto un esercito di milizie romane avanzare in direzione del famoso forte della città medesima. l'apparizione sarebbe accompagnata anche da inni che gli stessi soldati, marciando, rivolgerebbero al dio Marte.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Il castello di Mesagne
Il castello di Mesagne è sicuramente il monumento più rappresentativo della città, con un’altezza di circa 20 metri. Il nucleo originario era costituito da un accampamento fortificato risalente all’undicesimo o dodicesimo secolo. Nei primi decenni del quindicesimo secolo, Giannantonio del Balzo Orsini fece costruire il torrione. Il castello fu poi ampliato nei secoli successivi fino a perdere la funzione di rocca fortificata ed assumere quella di dimora signorile.
In particolare il marchese Barretta, operò diverse modifiche . Gli ultimi feudatari furono gli Imperiali, che nel 1908 cedettero il castello alla principessa Iran d’Abro Pagradite. Molti sono, dunque, gli uomini, i re e i guerrieri la cui storia si è fittamente intrecciata con quella del castello, nel bene e nel male. Esso ha attraversato diversi momenti bui, ma ora, dopo un lungo lavoro di restauro, il castello è tornato ad essere centro di attrazione turistica e culturale.
Raggiunta la città di Mesagne, non possiamo fare a meno di essere attratti dalla maestosità del castello. Guardandolo, si può immaginare un mondo di guerre, di combattimenti avvenuti in questo luogo di confine tra longobardi e bizantini, tra normanni e angioini, tra questi e gli aragonesi. Si può fantasticare di arcieri nascosti dietro le merlature oppure di soldati che sorvegliavano le campagne dalla garitta. Nasce subito la curiosità e il desiderio di conoscere meglio la fortezza.
Ci sono ambienti che caratterizzano fortemente il castello di Mesagne. Alcuni, purtroppo, sono andati perduti, altri continuano ad affascinarci. Le neviere, ad esempio erano particolari stanze adibite ad uso di ghiacciaia. Pochi conoscono la funzione di alcune scale, anche segrete, o delle cisterne, erroneamente confuse dai visitatori con le carceri. L’ambiente che più colpisce è però la gran sala con i suoi stemmi araldici e il tetto a capriate, un sistema di copertura in cui le travi lignee del tetto rimangono a vista. All’interno della gran sala esiste anche una piccola cappella privata. Proprio al centro del castello si trova il cortile interno, dal quale si accede ad un loggiato secentesco.
STORIE VERE E LEGGENDE
La fervida fantasia popolare ha ispirato miti e leggende, che vedono il castello al centro di incredibili vicende, e che ci sono spesso state tramandate oralmente dai più anziani. Queste credenze presentano diverse varianti, qualcuna davvero meravigliosa. Ci sono storie con passaggi sotterranei, con singolari episodi di guerra e perfino riguardanti camere di tortura. Al pari delle leggende, catturano l’attenzione storie realmente accadute, ma che sono del tutto singolari. Ad esempio sono documentate storie di misteriose sparizioni d’olio o di una principessa imprigionata.
Tunnel
I mesagnesi più anziani sono certi che il castello di Mesagne fosse dotato di un corridoio sotterraneo segreto che avrebbe collegato Mesagne con San Vito. C’è però chi sostiene che il tunnel terminasse a Latiano o addirittura a Oria e che il passaggio fosse largo abbastanza per far passare una carrozza e che fosse illuminato con torce. Il tunnel partiva probabilmente da sotto il torrione o da sotto la rimessa. Effettivamente nei castelli, solitamente esisteva una fitta rete di passaggi segreti. Ciò ha forse determinato la nascita di questa leggenda. Tuttavia, il passaggio segreto non è stato mai ritrovato, nemmeno durante i lavori di restauro.
Il Pozzo
La leggenda che più colpisce riguarda un fantomatico pozzo irto di spade acuminate. Si narra che i prigionieri dopo essere stati sottoposti a crudeli torture nelle carceri, vi fossero gettati senza pietà. Questa leggenda è di gusto squisitamente medievale; essa potrebbe derivare proprio dal fatto che all’interno del torrione, nucleo più antico del castello, esiste effettivamente un pozzo, la cui conoscenza incompleta e parziale avrebbe acceso la fantasia popolare. Molti dicono di aver visto con i propri occhi questo pozzo, ma nessuno sa indicare con precisione dove esso si trovasse.
La leggenda del Gallicano
Nel sedicesimo secolo le truppe francesi tennero Mesagne in scacco con un lungo assedio. I cittadini, rifugiatisi nel castello, si difesero coraggiosamente, ma il tradimento di un abitante permise ai francesi di penetrare all’interno delle mura. I nemici misero a ferro e fuoco la città, e anche il castello, alla fine, fu preda dell’impeto dei francesi. Si narra che, mentre gli assedianti festeggiavano la vittoria, il loro comandante, chiamato il Gallicano, venisse colpito alla testa da una grossa pietra. Per sfuggire all’assedio, infatti, alcuni mesagnesi si erano rifugiati sul campanile della Chiesa Madre e proprio da lì avevano scagliato la pietra che aveva ucciso il Gallicano.
La leggenda del furto dell’olio
Nel 1697 il principe Carmine de Angelis, feudatario di Mesagne, convocò in fretta e furia alcuni tecnici di fiducia per verificare le cause di una cospicua perdita di olio dalle cisterne. Inizialmente, i periti assicurarono che non c’era alcuna lesione alle pareti, tanto che il principe ipotizzò che tra i suoi servitori vi fosse qualche astuto ladro. Ma una più accurata indagine da parte dei tecnici svelò il mistero. Semplicemente le cisterne erano riempite oltre il livello massimo, che era indicato da una pietra sporgente, chiamata l’appisu di cui nessuno si era accorto. Oltre questa pietra, infatti, la cisterna era realizzata in carparo, materiale molto poroso, che permetteva all’olio di filtrare all’esterno. Più sotto, invece, le cisterne erano di pietra viva.
La principessa Vittoria Capano
La famiglia de Angelis, feudataria di Mesagne tra la fine del Seicento e il primo trentennio del Settecento, è stata sempre coinvolta in vicende economiche piuttosto intricate. Si tramanda, ad esempio, che il principe de Angelis fosse coinvolto nel contrabbando del sale, e ciò fece favoleggiare di un tesoro di 100.000 ducati, nascosto da qualche parte nel castello. Il principe venne arrestato, e vari cittadini furono sottoposti ad interrogatorio e torture perché accusassero la principessa Vittoria Capano. La principessa subì un grave maltrattamento da parte del Governatore di Terra d’Otranto, il quale fece mettere a soqquadro il castello alla ricerca del tesoro. Da questo avvenimento nacque la maldicenza che la principessa fosse particolarmente avida
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Il castello di Quart
Questo bellissimo castello pare sia infestato da una multidudine di strane presenze. Si sentono rumori di passi e vesti che sfiorano il pavimento. E come se non bastasse tutto cio ci si mette pure il mobilio...ebbene si...pare che anche quello sia alquanto vivace : porte e finestre si aprono senza un apparente ragione. Pero' è stato notato un fantasma di una donna dai capelli neri e dal sorriso radioso. Dovrebbe trattarsi della povera sventurata che mori' tra queste mura nel 1500 per un reato non commesso. Si dice che giuri vendetta e, finora, con tutte le sue apparizioni, pare aver meantenuto la parola data.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Il castello di Saint-Marcel ( Aosta)
Il castello di Saint-Marcel fu costruito nel villaggio di Surpian ad opera di Giacomo di Challant del ramo di Aymavilles verso il 1500, ampliando l'originaria casa forte. Il castello di Saint-Marcel è inquadrabile nella rete di installazioni agricolo-militari, che permetteva di esercitare il controllo sul territorio del fondovalle. Agli albori del 1400, col cambiamento delle condizioni politiche dovute a scontri, complotti e alleanze tra le famiglie dei feudatari per esercitare la propria autorità sul territorio, avvenne la metamorfosi da "castello rurale-fortificato" a "castello rurale-residenza". Tale trasformazione avvenne tra il XV e il XVI secolo conferendogli l'aspetto attuale. La storia della Signoria di Saint-Marcel è legata alla famiglia degli Challant. Il primo Signore di Saint-Marcel del quale si abbia notizia è Ebalo Magno, il quale fu Visconte di Aosta , Signore di Challant, Graines, d'Ussel e Saint-Marcel, Fenis Adorno e Chenal di Montjovet.
Forse è uno dei meno famosi dei manieri di questa valle, ma non meno importante perchè anche lui ha il suo bel fantasma e non uno qualunque.
Il castello pare sia infestato nientepopodimeno che da un armigero del 1600
Come se non bastasse sono stati segnalati anche lumi sospesi nel nulla ed assemblee spettrali !!
Non è tanto distante da me la Valle D'Aosta e mi piacerebbe andare a visitarla !
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Verres - Issogne
La leggenda narra che nel castello si aggira il fantasma di una donna. Pare sia Bianca Maria di Challant, una contessa che vi abitò per tre anni, dal 1522 al 1525. Fu costretta a sposarsi a soli 15 anni con un ricco nobile che morì poco tempo dopo le nozze. Bianca Maria si risposò con un ambizioso luogotenente dei Savoia. Non fu però un matrimonio felice: l’uomo era sempre in viaggio e Bianca Maria si consolava tra le braccia di numerosi amanti. Uno di questi fu ripudiato dalla contessa, e, accecato dalla gelosia, la denunciò per un delitto che in realtà la donna non aveva commesso. Bianca Maria aveva appena vent’anni quando, a causa di questa accusa, fu portata a Milano, processata e condannata a morte tramite decapitazione. La gente del luogo racconta che il fantasma della contessa appare nelle sere d’estate vicino alla fontana ottagonale che si trova nel cortile del castello.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Il castello di Moretta (Villanova Solaro) - Cuneo
In questo castello, purtroppo non visitabile, che sorge al centro del paese, è stato avvistato piu volte lo spettro di un nobile vavaliere. L'identità di questo misterioso spettro sembra appartenere a un personaggio murato vivo all'interno del maniero perchè nemico del duca di Alba. Da chi ha avuto modo di vederlo è stato descritto cosi' : alto, occhi neri, capelli lunghi e leggermente ondulati, baffetti e pizzo da moschettiere, casacca di pelle con ampio colletto , pantaloni a sbuffo infilati negli stivali. La testimonianza piu accredidata è quella di un professore di Torino che, in visita al castello, asseri' di aver osservato proprio questo spettro : in quella occasione fu visto passeggiare per poi sparire fra le mura del castello. Il professore inoltre racconta che aveva un volto triste. L nota piu curiosa è che egli si segno' esattamente la data dell'apparizione : le 15 del 10 luglio 1978. Peccato che il castello non sia visitabile perchè proprietà privata, mi sarebbe piaciuto tantissimo incontrare questo nobile cavaliere !!
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Gressan (Aosta)
Nei pressi di questa cittadina sorge una torre diroccata nella quale nel 1700 venne decapitato un ufficiale dell'esercito francese. Lo spettro dell'ufficiale si aggira ancora nei dintorni : piange e porta in mano la testa che venne staccata dal corpo. Altre volte si presenta con la testa sulle spalle ma il suo collo presenta il vistoso segno lasciatogli dal boia. In un incontro ravvicinato, lo spettro avrebbe chiesto a due donne di far celebrare una messa in suo ricordo.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Il mistero di Rennes le Chateau
Questo mistero è aperto ancora oggi e, visto la vastita dell'argomento, ho scelto di postare i video riguardanti questo piccolo borgo situato ai piedi dei Pirenei.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Il castello di Fenis
Ebbene si, anche questo magnifico e fiabesco castello potrebbe essere abitato da presenze alquanto misteriose.Purtroppo non ho ancora avuto il piacere e l'onore di visirarlo, speriamo di riuscirci visto che da qui non è poi cosi' lontano ! Riporto la testimonianza di un gruppo di visitatori, davvero molto interessante, direi. " Era una bellissima giornata ed era primo pomeriggio, all'ingresso non c'era nessuno a parte noi e il custode. Dopo aver acquistato il biglietto egli ci disse di non effettuare fotografie ai vari affreschi, poi fece partire la registrazione della guida...Faccio notare che Fenis è visitabile solo al pianterreno, purtroppo.
" Cominciammo a fare il giro delle stanze ed ad un certo punto iniziammo a sentire passi, voci e rumori provenienti dal piano superiore e la cosa ci stupi' non poco visto il piano non era accessibile ai turisti. Passati alla stanza successiva abbiamo notato che i passi si sentivano nella stanza attigua...abbiamo pensato che fosse il custode ma non era cosi ( per scrupolo tornammo nella stanza precedente ma non c'era nessuno e cosi rifacemmo il giro delle altre e i passi si sentivano eccome, forti e chiarissimi e inequivocaboli ).
All'uscita del castello il custode era regolarmente alla cassa con i turisti che nel frattempo erano arrivati ed aspettavano il loro turno successivo per entrare...!! Altre persone che avevano effettuato il giro in nostra compagnia erano dello stesso parere : si trattava certamente di presenze non umane..."
Chi di voi ha visitato il castello di Fenis ?? Se c'è qualcuno che è stato testimone di una esperienza simile puo' tranquillamente raccontarlo e condividerlo con noi.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Il mistero di Villa Magnoni - Cona (Fe)
Mi scuso per aver trascurato questa sezione a cui tengo moltissimo, ma ora sono di nuovo qui per raccontarvi un fatto alquanto strano accaduto in una villa situata a Cona, in provincia di Ferrara.
Come vedrete dalle foto, Villa Magnoni, all'esterno ha un aspetto assai cupo e misterioso e la cosa che la rende ancor di piu' spetrale è il fatto che tutte le sue porte e finestre, eccetto una, sono state murate a causa di un incidente accaduto alla fine degli anni 80 a quattro sfortunati ragazzi che erano in cerca di un po' di adrenalina.
Io ho avuto la fortuna ( o sarebbe meglio dire la sfortuna ) di vederla dall'esterno e devo dire che mette proprio i brividi, ma ecco cosa successe ai quattro giovani. Decisero di avventurarsi, per giunta in piena notte, all'interno della villa, quando all'improvvivo sentirono dei canti di bambini provenire dal giardino incolto. I quattro impauriti e allo stesso tempo incuriositi, decisero di uscire in giardino a vedere ma non trovarono nessuno.
Dopo pochi istanti uno dei ragazzi guardo' le finestre della villa e vide una vecchia signora affacciata alla finestra che continuava a urlargli di andare via e ,come se non bastasse, pure a insultarli. Corsero in macchina piu' veloci della luce ma, purtroppo, dopo pochi chilometri ebbero un terribile incidente nel quale persero la vita tre dei quattro ragazzi. Poco tempo dopo il comune diede l'ordine di murare tutte le finestre, ma una non riuscirono mai a completare il lavoro a causa del fatto che in prossimità di essa mancava il pavimento. La cosa piu' strana è che il sopravvissuto nerro' che videro la vecchia signora apparsa proprio da quella finestra.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Auguscello - Ferrara
In questa località in provincia di Ferrara si trova un inquietante edificio che, al tempo della guerra, era utilizzato dai nazisti per effettuare strani esperimenti. Aveva la funzione di ospedale infantile e dai racconti di diversi testimoni cio' che vi avveniva faceva rizzare i capelli e la sensazione che si prova oggi al solo vedere quell'edificio è esattamente la stessa.
E' una storia molto intrigante, anche se paurosa : in questo ospedale, disabitato da 30 anni vengono effettuate messe nere e che all'altezza delle scale che portano al terzo piano (oggi del tutto inaccessibile perchè le suddette scale sono crollate) vi si trovino gli inequivocabili segni insanguinati sul muro delle manine dei bambini che purtroppo vivevano nell'odpedale.
La leggenda narra che gli spiriti di questi bambini vaghino ancora nell' ospedale e che tengano lontano le persone indesiderate....io mi chiedo chi sia tanto pazzo da metterci piede visto che è stato dichiarato da diversi anni edificio pericolante. La cosa inquietante è che , nonostante i divieti, ci siano persone che dimorino all'interno ! Che si tratti di fantasmi o meno è ancora da verificare, ma certo è cio' che successe all'interno all'epoca dei nazisti e si sa quanto fossero crudeli nel torturare le persone e questo fatto è già di per se' sconvolgente.
PS : Avevo trovato molte foto, ma queste le ritengo già abbastanza inquietanti !!!
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Villa Scott - Torino
Per chi abita a Torino e dintorni , ma anche chi è appassionato di cinema e non solo, puo' raggiungere Corso Lanza (zona collinare) e vedere cosi questa mega villa, Villa Scott, pero' da tutti chiamata " casa del bambino urlante " perchè è stata usata da Dario Argento come set di Profondo Rosso.
Questa abitazione in stile libery, dall'aspetto inquietante ancora oggi dopo tanti anni, venne costruita nel lontano 1902 da Pietro Fenoglio ed è tuttora disabitata e niente da allora è stato toccato e, da come potete vedere dalle immagini, la vegetazione ha fatto il resto. Non so se lo sapete, ma all'epoca del film, la villa ospitava un convitto femminile gestito da suore che vennero mandate in vacanza a Rimini durante le riprese del film.
Nessuna storia di fantasmi, ma basta il sapere che vi ha girato Dario Argento per renderla ancora piu' inquietante ! Se passassi in quel di Torino mi piacerebbe vederla da vicino, inoltre credo che non avrebbe potuto trovare un set migliore di quello !!!
Sarebbe carino sapere se qualcuno di voi ha avuto occasione di aver visitato la villa....brrrrrr !!!!
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Delitto dell'alabarda : un suicidio perfetto
Anche la provincia di Bologna ha tantissimi segreti e oggi ve ne voglio raccontare uno che si conserva nello splendido Palazzo Albergati a Zola Predosa : dovete sapere, cari amici, che qui avvenne uno degli episodi piu' misteriosi e cruenti della storia.
Correva l'anno 1786, quando , in un'afosa serata d'agosto, la moglie del Marchese Albergati, Cattina Boccabadati, venne trovata agonizzante in un lago di sangue colpita al ventre da due profonde ferite d'arma da taglio. Il mistero del crimine, popolarmente ricordato come "il delitto dell'alabarda", non venne mai completamente risolto ed entro' ben presto a far parte, per restarci fino ai giorni nostri, dell'affascinante sfera leggendaria degli enigmi irrisolti. Il processo Albergati appassiono' per molto tempo il popolo e quella nobiltà locale che vide nel marchese una vittima da difendere dalla grave accusa du uxoricidio. Il marchese Albergati venne infatti assolto grazie alle numerose testimonianze di domestici e frequentatori della villa che ad unanimità descrissero la marcchesa come donna nevrotica e violenta contro gli altri e, infine, contro sè stessa.
Venne quindi avvalorata la tesi del suicidio anche se per anni la voce popolare e non solo, mise in dubbio la validità di un processo che contava fra la giuria molti degli stessi nobili amici dell'Albergati. Poco si conosce della personalità della vittima per giudicare dopo tanti anni serenamente la validità di quel verdetto e ci corre in contro il libro scritto dall'innocentista Edoardo Mattei dal titolo "La vita, i tempi, gli amici di Francesco Albergati (Zanichelli 1885). Egli ci tramanda della marchesa un quadro non proprio edificante. Prima di tutto pare proprio che Cattina non appartenesse alla nobità come il celeberrimo marito, ma che sia stata una sorta di cenerentola in quanto le sue origini sembravano derivare da una compagnia di poveri attori comici, che giravano l'Italia proponendo nelle varie Piazze una nostrana commedia dell'arte.
Inoltre lo stesso Mattei, nella descrizione del quadro familiare Albergati, ci informa che nei diciassette anni di matrimonio Cattina <> come appunto il Mattei trova opportuno definire la sua morte. Ma solo durante l'inquisizione giudiziaria Cattina subisce una singolare trasformazione degna del dottor Jekyll che la vede, dopo 10 anni di matrimonio, diventare una donna bisbetica, impetuosa, collerica ed ostinata, di cui l'Albergati rimane innamorato nonostante atti d'intolleranza che avrebbero fatto perdere la pazienza persino ad un santo. Ancora Mattei narra che Vattina, ormai morente <<...va con passo sicuro fino alla quarta stanza del suo appartamento privato, apre con una chiave un cassetto, ne tira fuori una lettera, la straccia, la getta in un nascondiglio, poi finalmente, spossata e moribonda ( c'è da chiedersi se per caso prima fingesse), si lascia cadere nelle braccia cella cameriera e chiede un prete>>.
Dove erano finiti in quei lunghi momenti il marito, i figli e tutta la servitu' che erano accorsi alle invocazioni di aiuto della povera donna ? Naturalmente il Mattei vede in questo estremo gesto teatrale la palese ammissione di Cattina della sua colpa di adultera, la catarsi finale ed ovvia di una storia equivoca. Palazzo Albergati arricchisce il suo indiscusso fascino di questa torbida vicebnda che un'assoluzione con formula piena ha privato all'epoca di ogni ulteriore interpretazione. Ma noi continuiamo a non vederci chiaro e attribuiamo a Cattina, almeno per solidarietà, quel beneficio di dubbio che nessuno all'epoca ha ritenuto opportuno concederle.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Azzurrina
In questa sezione non poteva assolutamente mancare la triste storia di Azzurrina, una bambina albina, figlia di un vassallo della famiglia Malatesta signori di Rimini e dintorni.
In questi video potrete sentire le registrazioni della voce della piccola che scomparse in circostanze misteriose nel 1375 mentre giocava con la sua palla di pezza.
Per quanto riguarda la mia esperienza personale posso dire che ho effettuato molte visite al castello e ho sentito anche io la voce e vi posso assicurare che la presenza della bambina si percepisce eccome, si provano sensazioni forti che consiglio a tutti di provare se vi capiterà l'occasione di passare da quelle parti.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Alla scoperta del castello di Gropparello (Piacenza)
Venite con me alla scoperta di questo bellissimo e misterioso castello, siccome ho avuto l'occasione di visitarlo vi faro' da guida, naturalmente è tutto gratis per voi, io ci metto la mia passione nel raccontarvi cio' che successe qui....
Ci troviamo a circa 30 chilometri da Piacenza e questo magnifico maniero ci accoglie silenzioso e, vista la sua posizione strategica, c'è chi lo paragona ad un nido d'aquila proprio per la difficoltà ad essere espugnato. Il documento piu' antico che si conosca di Gropparello è l'atto di cessione del feudo da parte di Carlo Magno all’allora vescovo di Piacenza Giuliano II, correva l'anno 810 !
Questo gigante di pietra, di parte guelfa, dovette subire moltissimi attacchi da parte dei ghibellini, i quali ottennero successi ma anche cocenti sconfitte. Agli inizi del '300 Gropparello era in mano alla potente famiglia guelfa dei Fulgosio, probabilmente per lascito dell'allora vescovo di Piacenza Filippo Fulgosio. Nel 1599 Ranuccio I Farnese, signore di Parma e Piacenza, rientrato in possesso del feudo di Gropparello, ne investe con il titolo ereditario di “conte di Gropparello” Marcantonio Anguissola, suo uomo di fiducia, che aveva tra l'altro ricoperto la carica di governatore della val di Taro. Nel 1848, con la morte di Gaetano Anguissola, si estingue questo ramo della famiglia; il castello, posto in vendita insieme ad altre proprietà, passa un periodo di grande decadenza in cui viene anche utilizzato, analogamente ad altri castelli della zona, come edificio rurale. Viene acquistato nel 1869 dal conte Ludovico Marazzani Visconti Terzi, (appartenente ad un ramo della famiglia proprietaria di Grazzano Visconti), che incarica un famoso architetto piacentino del tempo, Camillo Guidotti, di un completo restauro dell’antico edificio. Con il '900 il castello passa in mano a vari proprietari, e, dopo un lungo periodo di abbandono, viene acquistato nel 1974 dagli attuali, che hanno fatto la propria abitazione, promuovendovi però anche numerose iniziative affinché tutti coloro che amano la storia e l'arte possano godere del fatto che un edificio di questa importanza torni a "vivere".
Come tutti i castelli che si rispettano, anche Gropparello ha le sue leggende ed i suoi misteri: ci sono diversi passaggi segreti, stanze murate, il “pozzo del taglio" (cioè quei trabocchetti costituiti da pozzi con lame acuminate infisse nelle pareti, dove venivano gettati gli sfortunati, o i nemici che il signore padrone voleva "far sparire" ), ecc. Certamente esistevano delle prigioni, che si dovevano trovare in alcuni locali sotto il corpo destinato alla guarnigione, ai quali si accede attraverso bassi e stretti cunicoli, che fanno pensare proprio alla funzione di ostacolare la fuga dei prigionieri : questa parte pero' non è visitabile, purtroppo e mannaggia, io mi ci sarei fiondata pero'è stata chiusa per ovvi motivi di sicurezza.
C'è pure il fantasma...e che fantasma !! Si tratta di quello dell'infelice Rosania Fulgosio, che sarebbe stata murata viva dal marito, Pietrone da Cagnano, per averlo tradito durante una sua assenza dal castello. Siamo alla fine del 1200; mentre Pietrone è lontano dal castello per partecipare con le sue truppe a qualche azione militare, il castello viene attaccato da milizie avversarie condotte dal giovane Lancillotto Anguissola, antico amore di Rosania, contrastato dalla famiglia di lei. Il castello cade dopo una strenua difesa, ed il vincitore minaccia severe rappresaglie. La giovane castellana si getta ai suoi piedi intercedendo per la vita dei vinti; i due si riconoscono e l’antico amore si ridesta; così quella notte Rosania viene meno ai suoi doveri di sposa. Successivamente però Lancillotto, richiamato da altre imprese militari, lascia il castello con i suoi soldati. Ritorna Pietrone che, informato da una sua fedele fantesca di nome Verzuvia del tradimento della moglie, progetta la terribile punizione che abbiamo detto: con il pretesto di costruirsi un nascondiglio sicuro in caso di pericolo, fa scavare un antro nella viva roccia sotto le fondamenta del castello; poi, una notte, allontanati tutti i possibili testimoni, addormenta con un vino drogato la giovane moglie e ve la rinchiude; l'entrata della "camera maledetta" viene murata e nascosta accuratamente.
La fanciulla muore in questo modo orribile, ed il suo spirito rimane legato al luogo della sua infelice esistenza, manifestandosi in certe notti con lamenti e gemiti che da allora sarebbero stati sentiti spesso da chi ha abitato il castello; sarebbe anche stata vista talvolta la diafana figura di una giovane donna che si aggirava nel parco o in certe camere del castello. In alcune camere del corpo principale si è manifestata di recente varie volte una figura di giovane donna piuttosto minuta, con i capelli raccolti da un velo ed una veste lunga in genere bianca; l’apparizione, che è stata vista non solo dai proprietari ma anche da altri, visitatori compresi, se ne va, silenziosamente com’è arrivata, entrando in una parete, o svanisce appena si cerca di fissarla più attentamente.
Ma non ci sono solo trabochetti, pozzi e fantasmi...C'è anche il bellissimo parco delle fiabe, ecco il video !!
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Approfondimento sul Rettorato di Borley : la casa piu' infestata d' Inghilterra
Il Rettorato di Borley (o Borley Rectory come lo chiamano gli inglesi) è una delle località più conosciute in quato riguarda i casi d'infestazione dell'Inghliterra; esso si trova in una desolata e scarsamente abitata zona della costa est, vicino a Suffolk. Sarebbe una zona completamente dimenticata, se nn fosse appunto per la presenza della "casa più infestata d'Inghilterra".
I fenomeni che si verificano in tale rettorato sono i soliti che si manifestano nei casi di infestazione, come ad esempio passi misteriosi, strane luci, sussurri, odori e porte che si aprono e si chiudono da sole, e senza la presenza di correnti d'aria. Nel 1929 è stato riportato che gli spettri di un uomo senza testa, una ragazza vestita di bianco, il costruttore del Borley Rectory, tale Henry Bull e quello di una suora, con la testa inclinata in avanti con un epressione di disperazione, siano apparsi all'interno dell'edificio.
Le leggende locali vogliono che tale rettorato sia stato costruito sul posto in cui, nel 13° secolo, un monaco ed una bellissima suora novizia vennero uccisi mentre tentavano di scappare assieme; il religioso venne impiccato, e la sua futura sposa venne lapidata viva, con le pietre raccolte dalle mura del suo convento. Una fine atroce. Proprio per indagare sul legame tra le infestazioni di Borley e tale storia, Harry Price, precedentemente incaricato nel 1929 per recarsi ad investigare sul luogo dei misteriosi eventi, divenne uno tra i più famosi "ghost hunters": fu infatti lui che parecchi anni dopo, stabilì standard per le indagini sul paranormale, e che per primo utilizzò un registratore audio, una macchina fotografica e un sistema di comunicazione con gli altri membri dell'indagine. Price testimonia di aver assistito, durante i suoi sopralluoghi di studio al rettorato, allo spostamento di oggetti da un luogo all'altro, e di aver udito il suono di campane e altri rumori inspiegabili.
Anche il primo proprietario del rettorato, il reverendo Henry Bull (diventato Pastore della Chiesa di Borley 1862, anno in cui suo padre morì e gli lasciò la proprietà) e la sua famiglia, dichiararono di aver avuto strani incontri con spettri, ed ignorando il consiglio degli abitanti di lasciare il posto, si trasferirono a Borley insieme alla servitù. Poco tempo dopo, i Bull vennero disturbati da passi misteriosi e da apparizioni spaventose, che invece il Reverendo trovava "fantastici divertimenti", tanto da costruire, assieme al figlio, una casa estiva x potersi sedere comodamente, fumando un sigaro ed osservando la materializazione delle entità. Nel 1927, alla morte di Henry Bull, nel Rettorato di Borley subentrò il Reverendo Guy Smith che, tuttavia, abbandonò il posto un anno dopo, proprio a causa dei fantasmi (ma anche a causa del deterioramento dell'intero edificio). Nell'ottobre 1930, il Reverendo Lionel Foyster e sua moglie Marianne giunsero al rettorato. Il loro arrivo comportò anche un incremento nelle apparizioni delle entità: gente bloccata nelle camere, oggetti scomparsi, finestre rotte da forze sconosciute, strani suoni, ecc.. Tuttavia, l'incidente più grave sembra sia quello accaduto alla signora Foyster quando, nel corso della notte, venne sollevata dal suo letto in piena notte, schiaffeggiata da mani invisibili e costretta a scansare oggetti pesanti che le volavano contro giorno e notte; una volta venne quasi soffocata con un materasso. Poco tempo più tardi, anche delle scritte invocanti aiuto, e rivolte proprio alla signora Marianne, apparvero sui muri dell'abitazione.
Poichè tali manifestazioni apparivano sempre in presenza della signora Foyster, Price ipotizzò che quest'ultima stesse effettuando manipolazioni. Tuttavia, egli credeva nella possibile esistenza di altri fenomeni paranormali al rettorato. Forse era addirittura possibile che alcune di queste entità avessero trovato nella donna una sorta di consigliera, alla quale poter mandare i loro messaggi. La teoria di Price era che l'intera vicenda delle apparizioni fosse legata alle antiche vicende di morte e tradimento all'interno di Borley, aventi come protagonista una giovane suora (seppure nn fosse quella legata alla leggenda del 13°secolo).
I Foyster abbandonarono Borley nel 1935; quando finalmente il rettorato rimase vuoto, Price potè continuare i suoi studi, con un'approfondita investigazione durata ben un anno (pubblicò anche un annuncio sul Times in data 25 maggio 1937, attraverso il quale egli cercava studiosi ben preparati e aperti di mente, per aiutarlo nelle sue indagini).
Dopo aver ingaggiato circa 40 persone, Price iniziò la stesura a mano, di quello che è tutt'oggi considerato il primo libro che spieghi come condurre un'indagine paranormale. Ciascun membro della spedizione disponeva di una copia del libro, per poter seguire le procedure passo dopo passo, e ognuno iniziò a fare ricerche e segnare gli avvenimenti in una sorta di "giornale". Si può dire che il periodo delle ricerche siano avvenuti innumerevoli interessanti apparizioni, caratterizzate anche da comunicazioni medianiche tramite la tavola oui-ja con una certa Marie Lairre, la quale affermò che in vita fu una suora in Francia, ma lasciò il suo convento per sposarsi con Henry Waldegrave, membro di una nobile famiglia che abitava nel posto in cui venne costruito il Rettorato di Borley. Quest'ultimo la strangolò e poi ne bruciò i resti nella cantina. Sembra che il suo spirito vaghi iquieto, all'interno dell'edificio da quel momento, poichè i suoi resti non vennero seppelliti in terreno consacrato. Nel marzo del 1938, cinque mesi dopo la prima apparizione di Marie, un'altro spirito affermò che il rettorato sarebbe stato bruciato la stessa notte, e che da questo incendio sarebbero emerse dalle rovine le prove dell'omicidio della suora. Borley non prese fuoco quella notte, tuttavia, ma ben 11 mesi dopo, quando il Capitano WH Gregson, intento a spacchettare dei libri, scontrò la lampada ad olio e questa, cadendo, appiccò il fuoco nella libreria; le fiamme divamparono velocemente e si espansero con altrettanta velocità, avvolgendo l'intera struttura.
Dopo l'incendio, Price si avventurò all'interno della costruzione, e trovò, nella cantina, le fragili ossa di una donna...con molta probabilità, proprio la suora. La leggenda era dunque vera. Con un funerale, celebrato dal Rev. AC Henning nella vicina cittadina di Liston, si assicurò il riposo eterno ai poveri resti della monaca.
Borley Rectory venne demolito definitivamente nel 1944; nonostante questo, la sua fama di "casa più infestata d'Inghilterra" non ha mai cessato di esistere.
Registrato il: sab set 15 2007, 07:54 Provenienza: Neuchâtel messaggi: 4598
Benvenuti a Primrose Road , la strada della paura
Questa strada dal nome all'apparenza poetico,nasconde in reltà un maledizione, per questo è considerata uno dei luoghi piu' maedetti dell'Indiana. Ci troviamo nei pressi di Cleveland ed è facile capitare in una lunga strada alberata... Uno stretto viale che corre veloce in un fitto bosco, mentre il sole a malapena riesce a filtrare il fitto fogliame. C' è una calma innaturale in questo luogo pauroso,brrrr.
La strada, quasi per nulla illuminata, diventa un oscuro sentiero che serpeggia nell'aria buia come inchiostro. Non ci sono punti di riferimento: la foresta sembra prendere possesso della strada. Tenendo presente che la strada ha una sinistra fama a causa dei numerosi incidenti che vi accadono, tutto quello che un incauto viaggiatore desidererà fare sarà allontanarsi più velocemente possibile. Ma non ci riuscirà facilmente. Le leggende locali dicono che gli pneumatici delle auto che marciano a velocità inferiori alle 20 miglia sono misteriosamente tranciati. Le auto che superano le 30 miglia subiscono strane avarie. I cellulari funzionano male, e il nostro guidatore sarà costretto a incamminarsi per l'oscuro sentiero in cerca di aiuto. Per lui, potrebbe iniziare un'esperienza allucinante.
misteriose voci, simili a risate di bambini, si odano sul ciglio della strada. Il viaggiatore potrebbe cercare ospitalità su una fattoria sul ciglio della strada. Si tratta di una costruzione un tempo teatro di riti occulti, una misteriosa fattoria fantasma che appare solo in certi periodi dell'anno, abitata da un'anziana donna vestita di bianco che spia fuori dalle finestre con uno sguardo d'incubo. Si dice che le persone che hanno osato avvicinarsi troppo non siano più tornate indietro a raccontare ciò che avevano visto.
Il viaggiatore che passerà oltre potrebbe trovarsi nell'oscuro cimitero posto ai lati della strada, dove uno spettro vestito di rosso è solo una delle numerose presenze che numerosi testimoni giurano di aver visto. La strada è un lungo teatro di rumori dall'origine ignota e fugaci apparizioni di animali e creature indefinite.
Il viaggiatore che ne uscirà con la ragione indenne potrà allora trovarsi di fronte la bloody rock, un masso che sembra cambiare di posto ogni giorno che passa, come dotato di vita propria. Al termine di Primrose Road l'incantesimo svanisce, e l'atmosfera soprannaturale lascia il posto all'angosciante consapevolezza di essere semplicemente a South Bend, ad alcune miglia da Cleveland. Chi non crede può provare a percorrerla tutta a 15 miglia orarie, come hanno fatto alcuni giorni fa i giornalisti del South Bend Tribune. Non hanno visto nessun fantasma, né incrociato il nostro misterioso viaggiatore immaginario. Il suo destino è ignoto. Di certo la sua voce finirà per alimentare la sinistra leggenda di Primrose Road.